25112017Headline:

Coma sarebbe bella “l’isola somarabile”

asino taxiHo appena ricevuto una comunicazione da una signora di Nepi che si dice interessata a valorizzare il trasporto equino e asinino, che anni fa proposi all’amministrazione di Calcata. Beh, da allora è trascorso un ventennio e ho dovuto abbandonare la proposta di impedire l’accesso alle auto nel celebrato borgo della Tuscia e di recuperarne la bellezza ed il fascino storico. Pensate come sarebbe stata bella e romantica Calcata senza quelle puzzolenti ed invadenti auto di turisti pigri e loffi che arrivano da ogni parte del mondo, ma soprattutto da Roma, per satollarsi in ristoranti e pub e far finta di aver condiviso una “cultura alternativa”.

In verità la proposta dell’isola somarabile era stata fatta a suo tempo persino ai sindaci di Roma Rutelli e Alemanno. Poiché presupponevo che il centro storico tornasse alle origini, con le vie trasformate in giardini percorribili esclusivamente da pedoni, asini e cavalli. Infatti, se Roma avesse al suo interno “un polmone verde” non ci sarebbe più bisogno per i romani di andare in giro in macchina per campagne a cercare un po’ di natura. Basterebbe andare in centro città.
Questa è una proposta bioregionale che mi sta molto a cuore e che avanzo da parecchi anni. Ritengo che, se adeguatamente protetti, curati e foraggiati, i cavalli e gli asini a Roma ci potrebbero anche stare. Fanno parte della tradizione e inoltre, con la crisi del petrolio, l’inquinamento automobilistico, etc. potrebbero fornire un’alternativa ecologica per il trasporto urbano (essendo l’altra alternativa, la bicicletta ed il risciò a pedali o triciclo). Il cavallo e il somaro da tempo immemorabile sono compagni dell’uomo. Allontanare questi equini, come è successo per altri animali, dalla comunità umana non è certo una buona idea. Ritengo però che le carrozzelle andrebbero alleggerite al massimo, facendo in modo che l’animale non si affatichi, trasportando un massimo di due passeggeri.
Questo potrebbe essere un buon approccio iniziale per ecologizzare e rendere percorribile la parte centrale della città eterna riservandola solo a pedoni, persone munite di pattini a rotelle, cavalli, asini. Il traffico veicolare automobilistico dovrebbe essere relegato alle aree periferiche della metropoli, in modo così da alleggerire il tasso d’inquinamento.
Ma sulla politica di Roma non posso intervenire, il sindaco Marino non mi ascolta. Ci proverò dunque a Treia, ove abito, che è tra l’altro un bellissimo borgo medioevale. Ma pure qui attualmente prevale la mentalità dell’uso di vie e piazze come parcheggi e percorsi automobilistici. Per fortuna il traffico è più che altro locale, ma sicuramente il paese ci guadagnerebbe a ritrovare la sua vecchia immagine pulita e fiorita senza mezzi meccanici che la impuzzoliscono, rendendo le sue stradine pericolose per il transito pedonale.
Chissà se la futura amministrazione treiese, che sortirà dalle elezioni di primavera 2014, vorrà sposare la proposta di trasformare Treia in “isola somarabile”?

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