24112017Headline:

Congresso Pd, di moda la tessera last minute

Il voto di Mazzoli...

Il voto di Mazzoli…

Funziona come al Mc Donald’s, anzi meglio. Da una parte si paga e da quell’altra ci si mette in coda. Cioé, al congresso comunale del Partito democratico, ieri pomeriggio, si poteva benissimo fare la tessera per il 2013 (è previsto dal regolamento: nulla di male) e poi cambiare stanza, mettersi in fila, e andare ad eleggere il proprio candidato, barra paladino. Comodo: bastano 15 euro cash. Nelle more della votazione ne hanno fatte diverse decine, cotto e mangiato, anzi cotto e votato. Nei giorni precedenti anche di più. Scandalo? Manovre sospette dell’ultim’ora per portare acqua ad uno dei candidati? Forse. Ma dal partito stesso tengono ad abbassare i toni, e a non forzare le polemiche (già, per quello ci sono i giornalisti): “I tesserati viterbesi sono triplicati rispetto all’anno scorso? Ci può stare. Nell’anno del congresso, anzi, è normale: semmai, bisogna fare il paragone col 2010, quando ci fu l’ultima consultazione. Vedrete che i numeri sono simili”. E va bene, registriamo la spiegazione e lasciamo ad altri le polemiche.

...e quello di Parroncini

…e quello di Parroncini

Semmai, andrebbe trovata una ragione del perché dei tesseramenti last minute. Tutti sbadati? Oppure tutti filoguidati da qualcuno? E semmai, da chi? I renziani viterbesi – specie giovane, ma già protetta dal Wwf – non spereranno mica in un clamoroso sorpasso? Impossibile, secondo i pronotisti e l’algebra spicciola. E allora? Che quell’altra corrente voglia vincere tanto a poco, onde evitare figuracce? Chissà.

Per il resto, le operazioni di voto sono andate avanti lisce ome l’olio, anche se all’inizio sembravano poter prendere d’aceto. Un piccolo scazzo, giusto all’apertura delle urne, subito sedato dal buonsenso. Poi, è iniziata la sfilata degli iscritti, vecchi e nuovi. Dei militanti, degli amministratori. Facce viste: i candidati segretario comunale Calcagnini e Pistilli, quelli a circolo Mancini e De Paola, le consigliere comunali rosa Bizzarri, Minchella e Troncarelli (qui citate soltanto in ordine alfabetico) e il fioroniano Fabbrini, il deputato Mazzoli cum familia, l’assessore Ricci. Che arriva, trafelato come al solito, vede la fila per votare e provoca: “Ma il Pd non era morto?”.

Marcello Guadagno, addetto alle tessere last minute

Marcello Guadagno, addetto alle tessere last minute

Egidi e Trani, i due candidati alla segreteria provinciale, sfida della prossima settimana, si mettono da una parte a fumare una Marlboro, naturalmente rossa: una boccata di fair play. E ancora: signore anziane che fanno la fila con pazienza, belle ragazze con cagnolini in braccio (voti a quattro zampe?), punk, mogli di ex ministri, figli di ex tesorieri. E così fino a sera, le macchine parcheggiate per tutta la via, chiacchiere e caffè al bar. Egidi, a un certo punto, sbotta: “Andiamo a farci un congressetto. Caprarola? Capodimonte?”. Così, giusto per non perdere il ritmo che sta tenendo in questi giorni. Prende, e parte. In serata, arriva anche Fioroni. E siamo tutti.

Ah, per la cronaca. I candidati della maggioranza espressa con il trattino tra Egidi e Fioroni, hanno stravinto, sfiorando l’ottanta per cento in tutte e tre le competizioni. Eletti Stefano Calcagnini (segretario comunale unitario), Carlo Mancini (presidente del circolo unico) e Andrea Egidi che straccia con quasi l’85 per cento il contendente per la segreteria provinciale. Per lui, mercoledì, la riconferma è una formalità. Per i renziani viterbesi, la conferma che il vento del rinnovamento (o presunto tale), qui nella Tuscia, ancora non è arrivato. Ma questo si sapeva.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Che brutto, anzi bruttissimo spettacolo gli scherani e i tirapiedi di Peppe Bucìa e Ugo Salvadanaio Sposetti…

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