22112017Headline:

Coppie di fatto: rastrellate 800 adesioni

Coppie-di-fattoQui prima di tutto ci sarebbe da regolare l’orologio. O quantomeno da sincronizzarlo. Sono le 16 e al piazzale del Sacrario si contano appena due persone. Dieci minuti dopo arrivano sei anziani (più un cane), ma si siedono sulle panchine e non dimostrano interesse. Alle quattro e mezza invece ecco finalmente una Punto, per l’occasione provvista di altoparlante. Alle 17 il banchetto è pronto e arredato: “Solidarietà cittadina” può iniziare a raccogliere firme.

“Siamo qui per dare un supporto concreto all’amministrazione – dice un membro dell’associazione – Abbiamo rastrellato oltre ottocento adesioni. Vogliamo istituire un registro delle unioni civili. E’ un primo passo verso una regolamentazione nazionale delle coppie di fatto. È assurdo che nel 2013 due persone non sposate non abbiano diritto alcuno. Dalla successione alla possibilità di assistenza in ospedale. Passando per il canone Rai, che se non hai la fede al dito arriva due volte nella stessa casa, e altri mille esempi”.

Ok. Ma cosa si sta chiedendo concretamente agli uffici di Palazzo dei Priori? “In verità sappiamo che il Pd in sede di consiglio ha già portato la proposta – prosegue  – Ma la stessa fazione l’ha poi bocciata. Ora al centrosinistra si sono uniti anche il 5 Stelle e Sel. Speriamo in seconda battuta possa passare, grazie anche al nostro contributo numerico. D’altronde riconoscere l’esistenza di un registro non costa nulla. E nemmeno cambia nulla. Perché sarà poi lo Stato a doversi muovere quando di Comuni che hanno preso coscienza della cosa ce ne saranno tanti”.

E per ora sono quasi duecento tra città e circoscrizioni. Con Tarquinia, per rimanere in tema locale, che ha il suo elenco parcheggiato dal lontano ’93. Rimanendo in tema di dati invece è triste constatare che l’Italia sarà pur un popolo di poeti, santi e navigatori, ma quando si tratta di fare un passo in avanti su aspetti così attuali e su dinamiche contemporanee di ampia diffusione come questa, risulta essere lontana anni luce dal resto dell’Europa occidentale (quasi interamente regolamentata). Nonché fin troppo vicina a Paesi meno affini culturalmente (che non prevedono legislazioni specifiche) quali Albania, Bielorussia, Montenegro, Romania, Turchia (come potrebbe mancare la Città del Vaticano) e via discorrendo.

Se non bastasse (pare, ma nemmeno troppo) che dallo scorso 14 maggio in Parlamento una mozione di questo tipo sia stata votata ed accettata con ampio gradimento. L’assistenza sanitaria integrativa è stata infatti estesa anche alle coppie di fatto dello stesso sesso. Peccato però che il tutto riguardi i soli parlamentari. E non gli altri comuni mortali.

In chiusura, oltre a Solidarietà cittadina, era presenti al gazebo il Centro culturale di iniziativa omosessuale “L’altro circolo”. Nonché una star dei cartoni animati scuola british, Peppa Pig, che non ha potuto firmare in quanto non residente ma ha prestato la sua immagine per le foto di rito.

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