23102017Headline:

Dal megastore al megacasino politico

merloEd ora che a Civita Castellana è scoppiata Parentopoli, onde per cui sono state pilotate assunzioni in un megastore da parte dei consiglieri, massime della maggioranza  formata da Pd, Sel, Rifondazione Comunista e lista civica, sarà bene provare a riassumere in base alle citazioni tratte dalla stampa locale.

Per esaminare la questione “la convocazione del nostro comitato direttivo, a questo punto, era indispensabile. Di più, per ora, non aggiungo” (Tonino Zezza, segretario Pd).

«Siamo in attesa di chiarimenti dai nostri alleati. Già lo scorso anno, in un’altra occasione, sospettammo un simile inciucio bipartizan. Sulla base della risposta, ci muoveremo. Adotteremo tutte le decisioni, nessuna esclusa». (dirigente anonimo di Sel).

«I protagonisti di questa spartizione devono togliere il disturbo» (esponenti di Fratelli d’Italia)

“Se fossimo in un’altra nazione i consiglieri coinvolti si sarebbero già dimessi» (Adele Caprio, portavoce Movimento 5 Stelle)

«Chi ha sbagliato al nostro interno deve rassegnare le dimissioni:  non ci sono giustificazioni. È una questione etica, morale e di rispetto nei confronti di chi è senza lavoro e della città. Ma altrettanto debbono fare quelli del Pd” (Angelo Conti, segretario di Rifondazione).

«Il partito non sapeva nulla, tantomeno il sottoscritto. E comunque se qualcuno dei consiglieri comunali del Pd ha presentato una domanda di assunzione per lui o per un parente non ha fatto cose strane». Evviva la questione morale” (Antonio Zezza).

“Sistemiamo tutto quando torno” (Il sindaco Gianluca Angelelli, raggiunto in vacanza in Kenia).

“Essere assunti solo perché si è vicini al politico di turno è un malcostume tutto italiano che bisogna combattere, se vogliamo cambiare questo Paese” (Francesco Urbanetti, consigliere Pdl).

«Di fronte a tutto questo pretendo che nessuna persona, al momento dell’apertura di questo nuovo negozio, possa essere a qualsiasi titolo collegata a esponenti e consiglieri comunali di questa maggioranza» (il sindaco Angelelli)

«Che alcuni consiglieri comunali si siano mossi privatamente nei confronti di un soggetto privato ci può stare. Di alcuni sapevo che si erano interessati, sì, non però con queste dimensioni. Questo è intollerabile…” (sindaco Angelelli)

«Guardi, a noi interessa assumere soltanto chi ha voglia di lavorare. Le raccomandazioni per noi lasciano il tempo che trovano perchè inizialmente facciamo dei contratti a tempo, anche solo di un mese. Passato quel periodo valutiamo la persona, il suo approccio al lavoro e se fa al caso nostro. Altrimenti non rinnoviamo il contratto». (Mauro Fusano, il responsabile dei negozi Maury’s in procinto di aprire a Civita Castellana).

“Ho mandato anch’io un curriculum… e allora? Finisco nella lista dei cattivi?” (Alessandro Angelelli, fratello del sindaco, consigliere provinciale Pd)

«Sono tranquillo, ho la coscienza a posto. Mia moglie ha solo inviato un curriculum un anno e mezzo fa circa. Non ha partecipato a un concorso pubblico. Non prenderà soldi pubblici. Allora che una moglie, un parente di un amministratore non possono più cercarsi un lavoro?». (Tonino Innocenzi, Rifondazione comunista, vicesindaco).

“Il circolo E. Minio del partito della rifondazione comunista di Civita Castellana a seguito del comitato direttivo, ha deciso all’unanimità di uscire dalla maggioranza, certo che non sia più possibile continuare il percorso in questa amministrazione” (comunicato del circolo Minio).

“Anche Sel esce dalla maggioranza” (titolo di alcuni organi di informazione).

“In questa vicenda sono entrate persone che hanno tentato di screditarmi, coinvolgendo mia moglie e altri parenti che invece sono persone pulite. E’ gente squallida che ha messo in atto questo progetto. Sono cose che fanno male, ma saprò reagire” (sindaco Angelelli, di ritorno dal Kenia).

Con il che si può anche concludere che a Civita Castellana nel giro di una settimana si è passati dal Megastore commerciale al Megacasino politico.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Megafaida innescata dai cuperliani e dai loro scherani giornalistici.

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