26092017Headline:

Dalla cultura all’enogastronomia

Riccardo Cotarella

Riccardo Cotarella

Non è uno scienziato. È solo un genio. E stasera sta a Bagnaia. Quindi l’invito per gli amanti del settore è quello di alzare il telefono di corsa e prenotare. Perché l’ultima volta che è passato da questi parti era 15 anni fa e la prossima non ha data. Meglio non perderselo.

È Riccardo Cotarella, una delle menti locali in continua fuga. Enologo dal lontano ’68 (mentre gli altri protestavano lui studiava), con un curriculum alle spalle lungo così. Docente universitario, presidente dell’associazione Industriali di Terni e di altre svariate realtà, consulente enotecnico di un carretto di aziende in Italia e (sempre più) all’estero. Conduce seminari da Atlanta a Parigi, passando per Singapore, Tokyo e Dubai. Assiste a titolo gratuito i ragazzi in terapia nella comunità di San Patrignano. Attraverso il progetto “Wine for life” reperisce fondi per la Sant’Egidio, altra comunità. Segue in Palestina la cantina Cremisan, una delle più importanti realtà salesiane.

Se non bastasse dal ’79 amministra la cantina Falesco, eccellenza tutta viterbese (sponda Montefiascone) che in controtendenza al mercato può vantare due milioni di bottiglie l’anno. E proprio nei locali del ristorante Il Borgo, a Bagnaia come detto, illustrerà per i quaranta curiosi di passaggio (quelli che riusciranno ad accaparrarsi un posto) la cosiddetta “Verticale di Montiano”. Un viaggio enogastronomico e culturale a partire dal 2010, andando a ritroso nel tempo e nei sapori. Un menù tutto tipico abbinato a cenni storici e calici dai sapori unici.

“E’ una persona stimata e ricercata in tutto il mondo – dice il ristoratore Luigi Guiso – Siamo veramente felici di poterlo accogliere. La Falesco grazie a lui e al suo staff tiene alta la bandiera della Tuscia. L’unico modo per rendergli merito è quello di abbinargli portate a base di prodotti locali. Ricercate ma allo stesso tempo semplici. Sarà una piacevole serata”.

 

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