16122017Headline:

E’ bene diffidare delle petizioni online

donna_computerContinuo a ricevere richieste di firme per varie petizioni suggerite da amici (e nemici). Dette petizioni, imbastite da avaaz e change org, sono a volte persino in contrapposizione fra loro. Si chiede talvolta una cosa e anche il suo contrario in un’altra petizione. Il che fa pensare che lo scopo non sia quello di ottenete risultati a favore di una buona causa, ma semplicemente quello di raggruppare e raccogliere nominativi a fini reconditi. Le persone che cadono in questa trappola di rivolgersi a tali organizzazioni, fantomatiche umaniste ed ecologiste, in realtà collaborano allo spiamento del sistema comunicativo.

Va a finire tutto in mano ad Obama, che la sera si diverte a leggere i nomi dei gonzi che hanno firmato. Le persone volenterose vengono così fregate, illudendosi di stare dalla parte del bene. Ultimamente anche a Caterina vari suoi amici e conoscenti hanno inoltrato petizioni a non finire.
Qualcuno, durante discussioni pro e contro fatte su internet, mi ha obiettato che attraverso le petizioni di queste Ong si raggiunge un gran numero di adesioni e che quindi sono utili. Ma io ho sempre risposto che in questa leggerezza estrema non si ottengono risultati tangibili, perché chi detiene le firme può farne l’uso che crede. Tant’è vero che se si è finiti nella mailing list di queste Ong si ricevono richieste su qualsiasi altra petizione, sia pur con una certa selezione tematica: chi ad esempio ha firmato pro foche riceve la petizione anche pro canguri e chi ha firmato contro Berlusconi riceve la petizione contro un altro politico affine.

Il mio consiglio è sempre quello di scrivere personalmente all’ente interessato esprimendo il proprio parere sul tema che ci sta a cuore. Per le istituzioni ci sono dei siti con la voce “contatti con il pubblico” in cui è possibile inviare commenti e richieste, segnalando le proprie generalità precise e complete. E questa è cosa buona e responsabilizzante. Inoltre le lettere vengono comunque protocollate e segnalate agli interessati (o almeno ai segretari dei personaggi interpellati). Anche per petizioni di carattere diverso da quello politico è possibile scrivere direttamente alle aziende. Ad esempio si può scrivere alla Monsanto, alla Barilla, alle fabbriche di armi, al Vaticano. E quelle lettere personali – secondo me – hanno più peso e forza delle migliaia di firme raccolte da avaaz e change org (ma pure da amnesty international, green peace, etc) che non si sa che fine fanno o se vengono realmente sottoposte agli enti interessati e con quali risultati.

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