25092017Headline:

Fa acqua la responsabilità dei sindaci

arsenico3Quella di Talete è una brutta storia. Un ginepraio nel quale per il cittadino comune è difficilissimo addentrarsi e che si aggroviglia ogni giorno di più. Col risultato che il servizio (idrico, perché stiamo parlando di acqua potabile, quella che esce dai nostri rubinetti di casa) è carente – aggravato in questi ultimi anni dalla consapevolezza della presenza di arsenico – e che le tariffe lievitano a vista d’occhio. E che, dulcis in fundo, diventa complicatissimo stabilire di chi siano le responsabilità di una simile situazione. “Mandiamoli tutti a casa” direbbe Beppe Grillo. E sarebbe difficile dargli torto. Giacché quella della gestione idrica della Tuscia è la classica storia all’italiana: tanti galli a cantare senza che si faccia mai giorno.

In origine il servizio idrico era gestito direttamente dai Comuni. Ognun per sé e Dio per tutti. Poi, con la legge n. 36 del 5 Gennaio 1994, denominata legge Galli, nacque la necessità di individuare sul territorio nazionale strutture specifiche denominate Ato (Ambito Territoriale Ottimale) con lo scopo di garantire sia un uso dell’acqua efficiente, efficace e trasparente, sia il superamento della frammentazione gestionale dell’intera filiera idrica. Fu così costituito l’Ato 1 Viterbo Nord, con compiti di indirizzo, e una società a capitale pubblico, denominata appunto Talete, individuata come soggetto gestore unico del servizio idrico integrato. Alla Talete, società interamente pubblica partecipata da Enti Locali (Comuni e Provincia), l’Ato 1 decise di affidare “in house” la gestione dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

Fin qui, si potrebbe dire, tutto bene. Ma i guai sono cominciati quasi subito, col passaggio della gestione dai singoli comuni alla nuova società (quelli per i quali era deficitaria se ne sono subito liberati, gli altri col cavolo), subito rimpinguata da persone, più o meno degne, ma tutte di nomina politica. Talune competenti, altre molto meno. Ma tutte con l’incarico di far navigare una barca che ha cominciato da subito a far acqua da tutte le parti. Perché? I motivi potrebbero essere tanti e complessi, ma ce n’è uno che svetta su tutti: l’incapacità di prendere decisioni (anche impopolari) e portarle avanti. Sicché, si è cincischiato per anni, andando di tanto in tanto a piangere da mamma Regione perché tirasse fuori un po’ di soldi per far quadrare i conti che non tornavano.

Poi è arrivata la tegola dell’arsenico. Su cui tutte le istituzioni (tutte, ma proprio tutte) hanno dormito finché hanno potuto. E si sono svegliate solo quando la deroga alla direttiva europea che limitava il consumo di acqua all’arsenico stava per arrivare a scadenza. Come colui che corre trafelato a pagare l’abbonamento Rai o il bollo auto l’ultimo minuto utile.

Allora sono stati realizzati (con pesante ritardo) i dearsenificatori (e altri se ne dovranno realizzare entro il 31 dicembre 2014). Poi però è arrivato un nuovo problema: che paga la gestione di queste sofisticatissime e costosissime macchine? E rieccoci al ping pong. La Regione ha subito detto chiaro e tondo che avrebbe dovuto essere a carico di Talete. La Provincia (e Talete) s’è subito inalberata e ha scritto una letteraccia alla Regione scaricando sugli uomini della Pisana tutte le responsabilità del mondo.

Poi, terminati i soliti fuochi d’artificio a uso e consumo della pubblica opinione, le teste d’uovo di palazzo Gentili e di via Cristoforo Colombo si sono incontrate. Sembra che abbiano raggiunto un accordo, anche se, a distanza di una decina di giorni da quell’incontro, comunicati ufficiali sull’esito del summit non si sono visti. E ciò non fa ben sperare. Anche perché ieri mattina i sindaci dell’Ato hanno dato l’ennesima dimostrazione di reponsabilità (sic!) mandando deserta l’assemblea in cui si doveva discutere proprio di questo tema.

E allora? Pagherà la Regione? Pagherà Talete? Macché. Pagheremo noi, come al solito. Grazie alla cronica incapacità di chi ci rappresenta. In attesa che a rilevare il servizio idrico della Tuscia arrivi qualche privato (Acea è alla finestra da un bel pezzo). Sicuramente le bollette aumenteranno, ma almeno si potrà sperare che il servizio cominci a funzionare come si deve.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    La Talete? Come diceva uno dei più famosi personaggi del grande Giorgio Bracardi? In galeraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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