”Soggetto dalla spiccata pericolosità sociale”: questo il tranciante ritratto che il Gip Francesco Rigato fa di Paolo Gianlorenzo nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita ieri mattina. Le accuse nei confronti del giornalista vanno dalle minacce e la violenza privata ai danni della moglie dell’ex consigliere regionale Francesco Battistoni all’estorsione ai danni dell’ex assessore provinciale Paolo Bianchini nonché alla calunnia nei confronti degli agenti della Polizia Stradale che hanno indagato sul suo conto. Ma non è tutto, lo stesso Gip, nel definire il carcere ”l’unica misura idonea”, bolla Gianlorenzo come un soggetto ”privo di remore nel compiere continue attività illecite”, ”dotato di indubbia proclività a delinquere”, ”dedito a condotte estorsive”.
Nel provvedimento di 38 pagine, emesso su richiesta del pubblico ministero Massimiliano Siddi, il Gip Rigato ricostruisce minuziosamente i fatti che hanno fatto schiudere le porte di Mammagialla per l’ex direttore del Nuovo Viterbo Oggi prima e dell’Opinione poi, tra l’altro coinvolto in altre numerose inchieste.
Della denuncia presentata dalla moglie di Battistoni, fatta oggetto di minacce e violenza privata mentre accompagnava i figli nella scuola frequentata anche dai figli di Gianlorenzo (la Pietro Vanni), il Gip ritiene che la donna non sia stata mossa ”né da sentimenti di rivalsa né di astio, ma dalla paura”.
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