23112017Headline:

L’Ipercoop in soccorso della Caritas

Don Roberto Burla

Don Roberto Burla

Semplificazione. Una parola che di questi tempi va molto di moda. Soprattutto nel mondo politico, impelagato tra burocrazia e immobilismo. A volte però non ci si ferma alle solo chiacchiere. Si passa ai fatti. È così notizia di qualche giorno l’accordo tra Unicoop Tirreno Viterbo e l’associazione di volontariato “Don Alceste Grandori”. Un protocollo di intesa firmato da Silvana Canensi (sezione soci), Claudio Chiarelli (direttore), i capo-reparti e Aldo Piermattei (responsabile del Don Alceste) per l’attivazione del “Buon fine”, legge che permette alle imprese della grande distribuzione di devolvere la merce prossima alla scadenza o con un minimo di rottura alle Onlus.

E allora si parte. Quelli della Caritas si dirigeranno verso l’ipermercato al fine di reperire beni di prima necessità. “La situazione è tragica – dice il direttore Don Roberto Burla – soprattutto da gennaio in poi, quando molto probabilmente chiuderà la Gea. Fortuna che in molti ci stanno vicini. Privati, diocesi attraverso una quota dell’8permille. Raccolte fondi. Nonché due strutture come E. Leclerc e da due settimane a questa parte anche le Caserme. Ora l’Ipercoop, che ringraziamo di cuore”.

Che tipo di servizio viene offerto alla Caritas? “Parlando di numeri diciamo che nel 2012 abbiamo servito 46548 pasti totali – prosegue il parroco – Una media di 127 al giorno, con punte di 180. Il dormitorio invece ha registrato 2913 pernottamenti. E il dato purtroppo è in continua crescita”.

Se infatti un tempo il settanta percento delle persone di passaggio era di natura straniera (tra extra e comunitari), la crisi ha alzato notevolmente il taglio italiano, ristabilendo un cinquanta e cinquanta, ma aumentando nelle unità. “Il 2013 ormai in chiusura è stato peggiore delle aspettative – chiude Don Roberto – Aldo (Piermattei) ha registrato quotidianamente i flussi, tra poco tireremo le tristissime somme. Puntiamo però il dito contro la chiusura della Gea, gli aiuti provenienti dalla Comunità Europea sono indispensabili. Già il semplice fatto che ci venga tolta la pasta è critico”.

 

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