22102017Headline:

L’Università insegna a fare media

università 2Con la specificità di televisione, radio e fotografia, “Scienze della Comunicazione” rilancia una formazione dove lo spazio e il tempo del laboratorio diventano luogo e momento di approfondimento, riflessione e produzione mediale che vedono protagonisti gli studenti in maniera diretta e performativa.

Il corso di laurea in Scienze della Comunicazione del Dipartimento di Scienze Umanistiche della Comunicazione e del Turismo dell’Università degli Studi della Tuscia propone tre laboratori di base che recuperano la singola specificità del mezzo di comunicazione in un ambiente digitale sempre più connotato da una dialettica forte e transmediale. I laboratori proposti dalla cattedra di “Teorie e tecniche dei media” del prof. Giovanni Fiorentino vanno ad arricchire la formazione degli studenti affiancando allo studio teorico il lavoro di gruppo, l’esperienza pratica e produttiva, il contatto diretto e creativo con il mondo artificiale dei suoni, dell’immagine, dell’audiovisivo.

Il primo laboratorio si terrà ogni martedi dalle 11 alle 13 nell’Aula Radulet del complesso di S.Maria in Gradi e si concentrerà sull’analisi delle serie televisive, ed in particolare sulle serie americane di ultima generazione, spesso fenomeno di avanguardia sia nella sperimentazione audiovisiva che nelle forme di consumo, attivato con la partecipazione di un gruppo di giovani ricercatori costituito da Chiara Moroni, Federico Tarquini, Ilenia Imperi e Agnese Bertolotti.

La seconda esperienza partirà il giorno successivo alle ore 12 in aula A e sarà dedicata all’analisi e alla produzione radiofonica, in collaborazione con Radio Freedom Mind (http://www.radiofreedomind.com/) ed in particolare con gli studenti Gabriele Mazzetti e Alessandro Stazzonelli. Obiettivo: scoprire come si realizza la sensibilità comunicativa del medium radiofonico ed accedere alle grandi ed economiche possibilità di fare radio on line.

Il terzo laboratorio – ogni mercoledi alle 17.30 – verrà avviato nell’ Aula 12 del complesso di Santa Maria in Gradi, in collaborazione con gli studenti Cecilia Campaniello e Cristiano Morbidelli ed è un’esperienza extracurriculare aperta a tutti dedicata alla fotografia, con un percorso di produzione e riflessione sul medium tra passato e presente, tra vita quotidiana e ricerca estetica, reportage e arte, attraversando le capacità di trasformazione e sopravvivenza della fotografia tra analogico e digitale, fino alla particolare rimediazione offerta oggi dai social network che offrono un nuovo modo di fare esperienza visiva e di rapportarsi all’immagine fotografica.

 

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224   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Un bel solitario no?

  2. Giorgio Molino scrive:

    Maestro? E mica siamo alle elementari!

  3. Federico Meschini scrive:

    Ogni giorno di vita fa affrontato con lo stesso entusiasmo del primo giorno alle elementari!!!!

  4. Federico Meschini scrive:

    No da quando ho conosciuto lei non voglio più giocare da solo…

  5. Federico Meschini scrive:

    Padre, perdonami perché ho peccato. Ho rivolto la parola a Filippo Rossi. Mi accoglierai come tuo figliol prodigo?

  6. Federico Meschini scrive:

    cosa sono 200 post rispetto al confronto continuo per raggiungere la verità più assoluta….

  7. Giorgio Molino scrive:

    Vallo un po’ ai nonagenari…

  8. Giorgio Molino scrive:

    Faccia dei figli o li adotti.

  9. Federico Meschini scrive:

    Io voglio essere sempre come te! Giovane dentro e rincoglionito fuori!!!!

  10. Giorgio Molino scrive:

    Non ci nascondiamo affatto, in realtà siamo dappertutto.

  11. Giorgio Molino scrive:

    Beh, non esageriamo.

  12. Giorgio Molino scrive:

    Non so perché si riferisca a noi, ma la sua strada mi sembra quella giusta, la percorra fino in fondo con vigore.

  13. piff scrive:

    ahhahah ma a parte gli scherzi, chi è il ragazzo che ti segue? quello dei servizi sociali, intendo?

  14. eliadams scrive:

    Partendo dal presupposto che non esistono “lauree inutili” perchè chi studia (per accrescere la propria cultura indipendentemente dal lavoro) in questo dipartimento si impegna quanto ogni altro studente, vorrei ringraziare il Sig. Molino.
    Grazie per le risate che mi ha fatto fare! Leggendo i suoi commenti mi rendo conto di quanto io sia fortunata a non essere ottusa come molte persone al giorno d’oggi. Mi considero molto fortunata a studiare e crescere in una UNIVERSITà, e non scuola (la scuola è obbligatoria, all’università nessuno ci costringe ad iscriverci!), come l’Unitus, con docenti come il Prof, Meschini! Riescono a far capire le materie più ostiche e a renderle estremamente interessanti.
    Detto questo la volevo correggere…lei ha apostrofato il Prof. Meschini come un possibile e futuro Checco Zalone…beh il Prof. Meschini, insegnate esigente e puntiglioso, sa essere anche estremamente divertente! Molto meglio di Checco Zalone visto che facendo ridere riesce anche ad insegnare!

  15. Federico Meschini scrive:

    Ma come perché Giorgio, mi hai colpito con la tua profondità di pensiero, con la tua apertura mentale, con la tua monomaniacalità totalmente futile. Molino io voglio essere come te!!!! E se ci vediamo ti dimostrerò tutto il mio affetto con vigore (non quello che pensi tu però non farti strane idee)

  16. Federico Meschini scrive:

    Esageriamo esageriamo!!! tu non sei un uomo da mezze misure. Ma sei poi un uomo? Boh

  17. Federico Meschini scrive:

    E allora mostratevi no? O dobbiamo considerarvi creature eteree? Daje Molino, un caffè no perché lo prendi solo con gli amici, ma che so un aperitivo, un amaro, una sambuca, un mostacciolo, marescia’ qui non c’avemo niente (Bombolo era un bel po’ che non lo citavamo)

  18. Federico Meschini scrive:

    Ormai sono il suo figlio spirituale…

  19. Federico Meschini scrive:

    Tu invece scherzi in quanto a bisogno di aiuto…

  20. Giorgio Molino scrive:

    Ogni tanto spunta un fregno, cantava un dimenticato uomo politico del secondo dopoguerra. Visto che lei è un fregno al femminile, eviterò la volgarità di appellarla secondo il suo sesso. Per il resto, come si suol luogocomunisticamente dire, contenta lei, contenti tutti. E quando avrà trovato, grazie all’utilissima laurea in Scienze della Comunicazione, un posto da direttore del “Corriere della Sera” o da amministratore delegato di qualche network televisivo, mi faccia pure un fischio. Anche tra trent’anni. Abbiamo un’aspettativa di vita molto lunga, mi creda.

  21. Giorgio Molino scrive:

    piff, povero serviciattolo di m….

  22. Giorgio Molino scrive:

    Post cumulativo per il Sior professore: più scrive e più ci sembra il classico compagno di classe delle medie – avrà senz’altro ben presente questa tipologia umana molto diffusa – che a forza di fare lo spiritoso, il brillante, il fine dicitore di facezie, il fenomeno di questo e di quello, si trasforma inesorabilmente in un tragico coglione. Ci rifletta un po’ e vedrà che ci darà ragione.

  23. Federico Meschini scrive:

    allora questo è il primo…

  24. Giorgio Molino scrive:

    Confrmatissimo: lei è un tragico coglione.

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