17102017Headline:

“Ma la risposta doveva essere più chiara”

Il sindaco Fabio Menicacci

Il sindaco Fabio Menicacci

Il sindaco Fabio Menicacci mischia un po’ di ironia – comunque innocua – e le competenze tecniche da amministratore,  cioè da sindaco di Soriano nel Cimino. Però alla fine la sua risposta è esauriente, e pure perentoria: “Alla Faggeta non ci si può sposare, non ci posso fare niente, perché lì non c’è una sede comunale”.  La domanda l’aveva posta, con un lungo racconto a tratti romantico e a tratti indignato, la dottoressa Flaminia Campanelli. Romantico, perché la donna che vorrebbe convolare a nozze col suo compagno nel millenario bosco sul Cimino, ha dato tanto alla Faggeta. In termini di affetto, ma anche come contributo di studio e catalogazione degli alberi, all’epoca della sua tesi universitaria. Ma il suo è stato anche un racconto indignato, di una persona che ha fatto una richiesta e che si è ritrovata intruppata nella burocrazia pubblica italiana. Un altro bosco, o meglio una giungla, secolare anch’essa.

Adesso la versione di Menicacci. “Intanto, mi dispiace. Ma non ci si può fare nulla. La signora si può sposare in Comune, e gratis, perché a Soriano per i matrimoni civili non si paga mica. Se vuole può sposarsi anche al castello Orsini, è possibile dalla scorsa settimana. O ancora, pagando la cifra concordata con loro, negli agriturismi convenzionati, un’opportunità prevista dalla Prefettura per incentivare lo sviluppo economico. Ma alla Faggeta no”. No se puede. Il perché è presto detto: “Non c’è la sede del Comune, il luogo fisico deputato. Magari ci può andare dopo, a fare una cerimonia bucolica. Non è cattiveria, la mia, ma rispetto per la legge.: mi hanno scritto anche dalla Sicilia per protestare, ma la cosa non è fattibile. E immaginatevi cosa succederebbe se dessi un’autorizzazione che non posso dare: quel posto sarebbe invaso dai promessi sposi di tutta Italia,, dai fissati con Robin Hood, da tanta gente”. In effetti, il rischio emulazione – specie perché la cornice sarebbe unica e inedita – è alto.

E però la signorina Campanelli aveva fatto anche notare con un certo, sacrosanto, sdegno, che benché la Faggeta fosse off limits per quelli che vogliono sposarsi, accoglie invece a braccia aperte le troupe televisive. Tipo venerdì scorso, quando cineprese, attrezzi, fari e tutto il necessario ha invaso il sacro suolo cimino. “Ma in questo caso – taglia corto Menicacci – hanno avuto il permesso della Guardia forestale. E comunque poi hanno ripulito tutto”. Dice lui, mentre lei, Flaminia, ha raccontato di un manufatto in cartongesso, rimasto lì a sciogliersi sotto la pioggia.

C’è un’ultima questione, però, su cui Menicacci vuole andare a fondo. “Voglio sapere con chi ha parlato questa signora. Perché se dice di non aver ricevuto le risposte giuste e tempestive, è giusto che capisca come è andata. E’ vero – dice il sindaco – ho ricevuto la sua mail, ma visto che non faccio l’impiegato l’ho girata agli uffici competenti. Cosa sia successo dopo non lo so: di certo un’amministrazione pubblica ha il dovere di rispondere con cortesia e in tempi brevi ai cittadini”. E Flaminia Campanelli e il suo compagno? Hanno detto che si sposeranno comunque a Soriano, forse a giugno: “Li sposerò volentieri, sposo ottanta coppie all’anno, e dalla prossima settimana entrerà in funzione anche il registro delle coppie di fatto”. Coppie di fatto: chissà che la cosa non interessi il Principe azzurro e la Bella addormentata. Nel bosco, naturalmente.

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