23112017Headline:

Parentopoli fa traballare la giunta civitonica

Antonio Zezza

Antonio Zezza

Magari aprirà pure un supermercato, ma a Civita Castellana, contestualmente, rischia di chiudere il Comune.  O comunque di cascare la Giunta. L’hanno già chiamata Parentopoli, perché i giornali fanno presto a trovare i titoli giusti, soprattutto poi in casi come questo, dove la merce prelibata abbonda. Qui, a Civita, sembra sia accaduto un classico scandalo all’italiana: in vista dell’imminente apertura del supermercato in questione (un punto vendita di una catena specializzata in articolo per la casa e per l’igiene, ma non solo), alcuni consiglieri comunali avrebbero – il condizionale è d’obbligo – girato all’azienda i curricula di parenti, mogli, figli e affetti vari. Come se avessero a disposizione una corsia preferenziale in vista delle assunzioni di dipendenti nel negozio di prossima apertura. Un benefit evidentemente non incluso nella lista di agevolazioni di cui godono comunque gli amministratori pubblici. E naturalmente, è scoppiato il caos.

La leggenda narra che la cosa sia stata scoperta venerdì scorso, poco prima del consiglio comunale. Una consigliera di maggioranza avrebbe avvicinato il sindaco Angelelli: “Ma come? – gli ha fatto – Qui stanno assumendo tutti i parenti dei consiglieri e a me non avete detto niente?”. C’è sempre qualcuno che viene a sapere le cose per ultimo. Il buon Angelelli, che il giorno dopo sarebbe partito per una vacanza in Kenya, è stato colto di sorpresa: anche lui sembra non sapesse niente della Parentopoli in atto. “Sistemiamo tutto quando torno”, ha promesso. Peccato che il sindaco non sia ancora tornato, e nel frattempo a casa è successo il finimondo. E succede ancora.

Intanto, il consigliere di Rifondazione Romani, l’indipendente Belloni e quella di Sel Piunti si sono astenuti dalle votazioni proprio di quel consiglio: “Perché certe logiche non fanno parte del nostro modo di concepire e fare politica”, ha spiegato Belloni. Il segretario comunale del Pd, sempre un’autorità nella Stalingrado della Tuscia, ha smentito da par suo: “Il partito non sapeva nulla. Non prenderemo provvedimenti – ha detto Antonio Remo Zezza – Se qualcuno dei consiglieri del Pd ha fatto una domanda di assunzione per lui o per i suoi parenti non ha fatto mica una cosa strana”. No, infatti: sarebbe stato strano semmai se non avesse approfittato di questa bella botta di fortuna.

Lo scandalo si allarga, altri nomi finiscono nel calderone, e finalmente si sveglia anche l’opposizione. Fratelli d’Italia è il primo partito a chiedere le dimissioni senza se e senza ma dei parenti dei favoriti. Ed entrano nella mischia anche i moderatissimi Cinque Stelle: “I protagonisti di questa spartizione devono togliere il disturbo – ha detto la portavoce Adele Caprio – Se fossimo in un‘altra nazione i consiglieri coinvolti si sarebbero già dimessi”.

Già, invece siamo a Civita Castellana, Italia profonda, e si vede. Dove tra l’altro la fila di disoccupati e cassintegrati per la crisi delle industrie ceramiche è drammatica, la più drammatica della provincia. E viene fuori anche che dei disoccupati hanno fatto domanda di assunzione, ma ci sperano poco o nulla, stando così le cose. Qualcuno, spiritosissimo, fa la scenetta di portare la domanda di assunzione direttamente in Comune. I sindacati (ci mancavano, i sindacati), parlano di “vicenda squallida” e chiedono teste su vassoi d’argento.  Si sveglia persino il Pdl, che fa sua la richiesta di dimissioni tramite Francesco Urbanetti: “Essere assunti solo perché si è vicini al politico di turno è un malcostume tutto italiano che bisogna combattere, se vogliamo cambiare questo paese”, dice Urbanetti. E però, chissà lui dov’era nel frattempo (visto che di mezzo c’è anche qualcuno del suo partito), forse era uscito a comprare le sigarette.

Intanto, Sinistra e libertà e Rifondazione si dicono intenzionate a uscire dalla maggioranza: “Chi ha sbagliato deve dimettersi, è una questione etica, morale e di rispetto nei confronti di chi è senza lavoro e di tutta la città”. Si attende il ritorno dall’Africa del sindaco Angelelli nella speranza che riesca a salvare in calcio d’angolo il suo Comune.  Se poi il supermercato riuscirà ad aprire i battenti, staremo a vedere. Così come staremo a vedere chi ci andrà a lavorare.

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3   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Angelelli, malgrado le apparenze, non è quella testa lucida che sembra.

  2. piff scrive:

    azz, tuttoprovinciologo eh

  3. Giorgio Molino scrive:

    C’è chi può e chi non può.

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