22112017Headline:

Sposetti: “Io mi batto per far perdere Renzi”

Ugo Sposetti con Gianni Letta al recente convegno della Consap (Dagospia)

Ugo Sposetti con Gianni Letta al recente convegno della Consap (Dagospia)

Chi credeva che con i congressi locali fosse finita la bagarre all’interno del Partito democratico, si sbagliava di grosso. Perché nel Pd la polemica non dorme mai, e va bene che un partito senza confronto è come un’amatriciana senza guanciale, però qui forse si sta esagerando. Nei toni, nei modi, e anche senza sprezzo del ridicolo. Che nelle ultime bordate chi sia di mezzo, poi, anche un celebre esponente politico viterbese – il senatore Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds – è un dettaglio che rende la vicenda ancora più degna di essere raccontata. Anche perché dall’altra parte c’è quel Matteo Renzi che all’amatriciana ha sempre preferito il lampredotto.
Dunque, tutto comincia da alcune dichiarazioni al curaro rilasciate da Sposetti a Klaus Davi. Il pulpito è noto: la trasmissione su Youtube che si chiama KlausCondicio e che gioca spesso e volentieri sulle provocazioni, sulle frasi choc, per garantire un ritorno di visibilità sia al suo ideatore sia all’ospite del giorno. Dice Sposetti: “Con queste regole alle primarie può votare chiunque, basta pagare due euro. Potranno votare anche delinquenti, evasori fiscali, un violentatore di minorenni”. Boom, eccola la dichiarazione choc. Ma poi, varrebbe anche la pena ascoltare il resto, perché il pensiero di Baffo d’acciaio è più articolato: “Le regole sono sbagliate, perché un congresso va fatto su una base solida, certa, definita tre mesi prima che si cominci. Questa degenerazione è figlia della mancanza di apparati, e dal caos se ne avvantaggerà Matteo Renzi, che ha accolto tra le file dei suoi sostenitori tanti personaggi che hanno portato altrettanti pacchetti di tessere, e dunque di voti”. Infine, una nota d’amarezza: “Non volevo finire la mia esperienza politica così; gli iscritti vanno rispettati, non si possono far votare extracomunitari o persone che non sanno nulla del Pd”.
Parole quasi di rassegnazione, per un uomo, un dirigente, un politico che ha attraversato tutte le fasi del cambiamento, dal Pci del centralismo democratico – dove il dissenso era taciuto e non esistevano correnti – alla svolta dell Bolognina, alla successiva mano di vernice dei Ds fino alla fusione con la Margherita. E adesso, le divisioni, le lacerazioni, i 101 che uccellarono Prodi, la telegenìa di Renzi e le polemiche sui tesseramenti last minute.
Ci sarebbe anche da rispettarlo, uno così, al massimo da compatirlo, e invece cosa ti combina, il Renzi? Lo infiocina dalle pagine di Repubblica: “Votano milioni di persone perbene, normali, che vogliono bene all’Italia anche se non si tesserano col Pd. Se poi Sposetti, quando pensa ai cittadini non iscritti, li associa immediatamente alla pedofilia o alla criminalità, che posso dire? Mi spiace per lui. Forse deve farsi vedere da uno bravo… “. Che cattivone, il sindaco di Firenze. Eppure, lui ha fatto un figurone appena qualche ora fa, acconsentendo a fermare i tesseramenti dell’ultimo secondo, come aveva chiesto Cuperlo. Facile, dirà qualcuno, visto che Renzi si sente la vittoria in tasca. Ma Sposetti, intervistato da Il Giornale berlusconiano, che con queste disgrazie altri ci va giustamente a nozze, ammette: “Io mi batto per far perdere Renzi”. D’accordo, magari non ci riuscirà, ma basterebbe una vittoria mutilata, per indebolire Matteo e dare un pizzico di soddisfazione perversa ad una vecchia volpe come Ugo. Uno che non si farà certo sbattere in pellicceria ancora per un bel pezzo.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il Sor Ugo Salvadanaio Sposetti troppe volte si lascia andare all’autobiografismo.

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