18122017Headline:

Terme, sarà favorito chi darà più occupazione

Tonino Delli Iaconi e Leonardo Michelini

Tonino Delli Iaconi e Leonardo Michelini

Il fuoco, come si dice, cova sotto la cenere. E allora, a fronte del fatto che la giunta Michelini da un po’ di tempo a questa parte sembra essere additata come immobile – al contrario della famosa donna verdiana del Rigoletto – senza voler imitare l’altrettanto verdiano Duca di Mantova s’è ritenuto opportuno sfruculiare “là dove si puote” per capire cosa bolle in pentola. E ne è venuto fuori un quadro piuttosto interessante, che potrebbe davvero cambiare volto al capoluogo della Tuscia.

In sintesi, sono due le novità di rilievo che palazzo dei Priori sta mettendo a fuoco e che potrebbero venire alla luce nel giro di non molto tempo: una vera e propria città termale e un centro agroalimentare (ma non solo) alla Volpara, per far sì che Viterbo esca finalmente da quel letargo dal quale non è mai uscita. Realizzare queste imprese infatti, significherebbe sviluppo e, soprattutto, posti di lavoro, che di questi tempi sono più preziosi dei diamanti.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalle terme. Come è noto è già partito il bando per la manifestazione d’interesse. Il Comune insomma, ha invitato tutti i soggetti economici a presentare programmi e progetti specifici sull’intera area termale viterbese (non solo quindi sullo stabilimento Inps, ma anche sul resto). “Le proposte – recita una nota del Comune – dovranno pervenire presso gli uffici dell’assessorato alle Politiche per lo Sviluppo Economico entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’invito, avvenuta in data 25 ottobre. Gli interessati potranno richiedere maggiori dettagli e approfondimenti agli uffici preposti al Termalismo (dirigente: dott. Mario Rossi)”. E ancora: “Le diverse manifestazioni d’interesse, corredate da progetti, programmi o proposte potranno essere utilizzate per elaborare un piano per l’ottimizzazione e la qualificazione della gestione delle acque. Tale piano sarà quindi presentato agli uffici della Regione Lazio competenti in materia di concessioni”.

A tutto questo c’è da aggiungere che il prossimo 31 dicembre scade la convenzione tra palazzo dei Priori e gli attuali gestori (la famiglia Sensi) delle Terme dei Papi e che dovrà obbligatoriamente essere indetta una nuova gara. Come si vede, all’orizzonte potrebbe esserci una vera e propria rivoluzione copernicana nella gestione del termalismo viterbese, che potrebbe portare Viterbo a livello di località rinomate come Saturnia, Abano, Montecatini e via discorrendo.

Tonino Delli Iaconi, assessore allo Sviluppo economico, nonostante il suo aspetto un po’ dinoccolato è uno che alla cosa ci crede molto. E ci sta lavorando ventre a terra. “Già sono arrivate diverse telefonate – dice sornione – da parte di possibili investitori. Insomma, l’interesse c’è, eccome. Noi ascolteremo tutti, ma poi decideremo sulla base delle linee programmatiche che già ci siamo dati. Per dirla in parole semplici: avrà più acqua da sfruttare chi darà più lavoro”.

Di più l’assessore non dice. Ma è chiaro che – messa così – si assisterà a un totale rimescolamento delle carte in tavola. E c’è chi spera che Terme dei Papi e Terme Inps possano far parte di un unico mega-progetto. Ma questa è una cosa tutta da vedersi, sulla base delle carte che arriveranno a palazzo dei Priori.

Dalle terme all’agricoltura. Giacché il Comune ha chiesto di far rivivere la società Tuscia Expò, messa da tempo in liquidazione. Per quale motivo? Non certo per ritirar fuori l’ormai consunto centro fieristico (“Non più attuabile” dice Delli Iaconi, che aggiunge: “Basti pensare che la nuova Fiera di Roma naviga in un mare di debiti”), ma per la realizzazione alla Volpara (dove i terreni sono di proprietà comunale) di un centro al servizio delle aziende agricole viterbesi, capace di favorire la distribuzione dei prodotti a chilometri zero. “Abbiamo ancora – dice Delli Iaconi – quasi sette milioni di euro da spendere per le opere di urbanizzazione, con progetti già approvati. E i lavori si possono mettere in cantiere subito. Il resto, è ovvio, lo dovranno fare i privati con propri investimenti. Ma ho già sentore che l’interesse c’è. Poi, visto che l’area lo consente, si può pensare anche ad altro. Ad un albergo, ad esempio, ma soprattutto a una struttura polifunzionale, che consenta di fare anche qualche fiera, ma che sia in grado di accogliere almeno mille persone per poterci organizzare eventi di massa: dai convegni, ai concerti. Giacché a Viterbo oggi questo tipo di struttura non esiste”.

Mica poco. Per ora però, siamo solo all’inizio. Si vedrà in corso d’opera se alle idee seguiranno, in tempi ragionevoli, fatti concreti. Al momento si può solo dire, imitando Galileo, “e pur si muove”. Aggiungendo, con sana saggezza paesana: “Se son rose, fioriranno”.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Posti di lavoro a palate: sono arrivati i nuovi berluscones viterbicoli.

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