21102017Headline:

Torromacco, campione nel salto della quaglia

merloE va bene che si chiama Torromacco, Marco rag. Torromacco, nato a Viterbo il 17 novembre 1969, di professione commercialista in quel di Bagnaia.

E va bene che correva l’anno 2010, il mese di marzo, il giorno 28, quando fu eletto consigliere provinciale nella lista civica “Meroi Presidente”, avendo ottenuto ben 629 preferenze nel collegio di Viterbo 4.

E va bene che correva l’anno 2012, il mese di febbraio, il giorno 9, quando decise (sicuramente non senza travaglio) di abbandonare il gruppo “Meroi Presidente” e di traslocare nelle fila di “Fratelli d’Italia”, la formazione dei fuoriusciti del Pdl che vanta a palazzo Gentili nomi di gran pregio quali Gianluca Mantuano (capogruppo) e Alberto Cataldi.

E va bene che correva l’anno 2013, il mese di novembre, il giorno 28, le ore 11,50, quando, a firma di Giuseppe Ferlicca, è apparso sul quotidiano digitale www.tusciaweb.eu, dal titolo “Torromacco lascia Fratelli d’Italia”, preceduto dall’occhiello “Viterbo –  Non c’è pace in Provincia – Con la fuoriuscita, il gruppo misto sale a quota sei consiglieri”.

E va bene che, secondo il cronista “Torromacco non trova pace. Il consigliere provinciale, eletto con la lista civica del presidente Marcello Meroi, dopo avere aderito a Fratelli d’Italia, adesso ci ripensa. Lascia il gruppo in consiglio provinciale guidato da Gianluca Mantuano e ritorna al suo primo amore, la lista civica. E chissà il futuro quali altre sorprese o cambiamenti riserveranno al consigliere bagnaiolo”.

E va bene che non è dato ancora sapere il motivo che ha indotto Torromacco rag. Marco a compiere quello che in gergo si chiama “salto della quaglia”, peraltro sempre in ambito di centro destra.

E va bene che negli ambienti di palazzo Gentili si sussurra che il gesto dell’esponente della lista “Meroi Presidente” sia da ascrivere al fatto che, in cuor suo, il predetto avrebbe gradito essere impalmato assessore, l’indomani la scomparsa di Antonio Fracassini, onde per cui non gli è piaciuto punto che le deleghe del de cuius  siano state assegnate per successione dinastica al figlio Federico.

In attesa che Torromacco faccia outing, sì da informare debitamente i 629 elettori dei suoi (sicuramente sofferti), passaggi da uno scranno all’altro dell’assemblea di via Saffi, una domanda sorge spontanea: il ragioniere di Bagnaia è di quelli che cambiano idea per amore del loro partito ovvero cambiano partito per amore delle proprie idee?

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    A confronto di questo tale Torromacco, Carneade era una celebrità di fama mondiale.

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