21102017Headline:

“Voglio morire democristiano”

Beppe Fioroni

Beppe Fioroni

Lui è nato democristiano e vuole morire democristiano. Così, quando ieri pomeriggio ha letto le agenzie che riportavano alcune dichiarazioni del segretario nazionale del Pd Guglielmo Epifani che illustravano la volontà di organizzare a Roma il congresso del Partito Socialista Europeo (Pse), non ci ha pensato nemmeno un secondo e si è affidato a un tweet dal senso quanto mai chiaro: “E’ un blitz pericoloso e grave – ha scritto l’onorevole viterbese – con cui viene meno l’atto fondativo del Pd (che escludeva l’adesione al Pse, ndr). In questo modo – ha aggiunto lo scioglimento della Margherita è annullato di fatto”.

Insomma, come se non bastasse la randellata di Romano Prodi, che sempre ieri ha annunciato che non andrà a votare alle primarie, il Pd da ieri sera è nel ciclone anche per le dichiarazioni di Beppe Fioroni (riportate anche da vari telegiornali della sera).

Una posizione, quella di Fioroni, che non è nuova, ma che il deputato viterbese ha sempre ripetuto da quando il Pd è nato. Semmai, per il povero cittadino – che ogni giorno comprende sempre meno  cosa accada nei palazzi della politica – diventa sempre più di difficile comprensione l’appoggio di Fioroni a Gianni Cuperlo (che non disdegna l’idea di Epifani), ex Pci, ex Pds, ex Ds, erede spirituale di Massimo D’Alema e di tutti i post comunisti. Insomma, Fioroni vuole Cuperlo a capo del partito, ma aborre l’idea che il partito si butti a sinistra, ignorando il fatto che se uno va con lo zoppo poi deve forzatamente zoppicare.

A Fioroni replica subito Gianni Pittella, anche lui candidato alla segreteria, che definisce il deputato viterbese “un provocatore: ha la testa rivolta a vecchie o nuove Margherite e forse cerca solo un pretesto per uscire dal Partito democratico. Abbia almeno la compiacenza di risparmiarci il film già visto con Rutelli il quale prima ha bloccato l’ingresso del Pd nel Pse e poi se n’è andato. E’ ora per il Partito democratico di chiarire, prima di tutto ai militanti e ai cittadini, chi siamo e dove vogliamo andare”.

In attesa di schiarirsi le idee (il povero cittadino in primis, ma forse anche l’onorevole in secundis) non resta che attendere la prossima puntata di una telenovela che forse avrà fine (ma mica è detto) solo il prossimo 8 dicembre.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Come dire? Ecchisenefrega!

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