21112017Headline:

VVF da mettere sotto tutela del WWF

La nuova caserma dei Vigili del Fuoco

La nuova caserma dei Vigili del Fuoco

Si scrivono diversamente ma si leggono allo stesso modo. E seppur concepiti con finalità distanti qualche punto in comune lo hanno eccome. Anzi, ormai il primo potrebbe inglobare tranquillamente il secondo. Da un lato il WWF (World wide fund fon nature), la più grande organizzazione mondiale per la difesa dell’ambiente e delle specie a rischio. Dall’altro i VVF, Vigili del fuoco. Specie fortemente a rischio tra quelle presenti sul pianeta.

Nel solo territorio di Viterbo appartengono a questa categoria centotrenta elementi. Parecchi si direbbe. Peccato che da studi approfonditi si riscontra un 40% di carenza del personale. Colpa dell’effetto serra forse? No. Magari dell’effetto Letta. E di quanti lo hanno preceduto. “Negli ultimi dieci anni ci hanno dimezzato le risorse nell’intero Stivale – tuona esausto in rappresentanza del corpo Emiliano Salcini – Dall’acquisto di mezzi al carburante. Passando per i dispositivi di protezione individuale e la risorse umane”.

Un dato senza dubbio allarmante. Ma non per il Governo, che ha appena bocciato una mozione più “auto rosse” meno auto blu. Col risultato che nella nostra città si contano appena tre autopompe funzionanti su sette totali. “Due in realtà – prosegue il coordinatore nazionale Usb (Unione sindacale di base) – Una è saltata ieri. Se ci si aggiunge che un’altra ha sulle spalle 400mila chilometri il quadro è bello che servito. Non solo. Ci è stata tagliata dal dipartimento l’assicurazione sanitaria, nonostante il fatto che copriamo sempre più ore con rischi che vanno di pari passo. E ancora, manca il turn over, i distaccamenti sono in crisi profonda e non c’è spesso la possibilità di partire alle chiamate”.

Da un lato quindi non sempre quando il cittadino alza il telefono ha la possibilità di essere soccorso. Dall’altro bene che vada i pompieri arriveranno in ritardo, perché partono da troppo lontano. “Oltre a Viterbo, sede centrale, abbiamo le permanenti di Civita Castellana e Tarquinia – parla ancora Salcini – più la location straordinaria di Tarquinia, che comunque la notte non opera. Giungere nei 20 minuti richiesti dallo standard europeo è impossibile il più delle volte. Se consideriamo che nel 2012 i nostri interventi risultano essere seimila…”.

Insomma i Vigili del fuoco non ce la fanno più. E chiedono solidarietà ai cittadini ed aiuti concreti alla politica dei Palazzi. “Vorremmo passare dal Ministero degli interni al Dipartimento Protezione civile – dice il sindacalista con l’elmetto – Dove avremmo fondi sicuri. Perché ogni singolo paese ci può attingere. Perché paradossalmente mentre noi giriamo con vetture a dir poco obsolete proprio la Pro Civ cresce a macchia d’olio. Auto nuove, divise moderne. E via dicendo. La nostra non è una crociata contro di loro, anzi, ringraziamo i tanto volontari. Certo è che dovrebbero essere questi di supporto a noi, per via anche delle specializzazioni, e non il contrario”.

In questa situazione paradossale però qualcosa di positivo pare esserci. La caserma sulla Cassia nord a breve verrà ultimata (sono stati stanziati 1.800.000 euro). “Saranno dieci anni che è ferma – chiude la voce Usb – Non si ha la percezione di quanto sia stato speso. Siamo felici che i lavori ripartano, ma siamo anche sicuri che non si sa quando finiranno. Oltretutto intorno c’è stato costruito di tutto. Uscire in velocità non sarà semplicissimo. Che dire, un progetto già vecchio prima ancora di essere ultimato”.

La denuncia è partita. Seguiranno convegni e giornate di sensibilizzazione. E peccato che il WWF non sia riuscito a tutelare certi animali, almeno avremmo potuto interpellare il draghetto Grisù in casi estremi.

 

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