19102017Headline:

A Castiglione è sparito l’arsenico

arsenico3La revoca dell’ordinanza di non potabilità delle acque destinata al consumo umano ha sancito definitamente il superamento dell’emergenza arsenico a Castiglione in Teverina. Con la messa in funzione dell‘impianto di dearsenificazione presso la sorgente di Seppie infatti, l’acquedotto comunale dal 22 novembre scorso eroga acqua potabile nel rispetto di tutte le normative nazionali e comunitarie. A certificarlo proprio in questa settimana è stata la Ausl, che ha rilevato nel rispetto della norma la concentrazione di arsenico (6-8 μg/l) nei campioni di acqua prelevati dall’Arpa nei vari punti del civico acquedotto successivamente all’attivazione dell’impianto di dearsenificazione.

Dopo diverse vicissitudini che hanno portato all’emergenza arsenico e quindi al commissariamento della Regione, il Comune di Castiglione in Teverina, pur con non poche iniziative, è riuscito ad ottenere da parte della stessa Regione il finanziamento per la realizzazione dell’impianto di dearsenificazione, evitando così ogni ulteriore aggravio di spesa sul proprio bilancio e conseguentemente sugli utenti. L’intervento è stato condotto dall’amministrazione comunale che ha eseguito direttamente tutti i passaggi dalla progettazione alla gara di appalto, dalla realizzazione alla messa in esercizio dell’impianto in tempi estremamente veloci, considerando soprattutto l’ubicazione del sito insito dei vincoli ambientale, archeologico e paesaggistico, nonché dei tempi di erogazione dei pagamenti della Regione.

Al di là dell’interpretazione che ognuno di noi vuol dare in merito a questa annosa vicenda dell’arsenico vorrei esprimere soddisfazione per il tempismo e la determinazione con cui l’amministrazione comunale ha portato a compimento questo intervento a beneficio della popolazione, senza dimenticare la battaglia politica che abbiamo fatto negli anni passati nei confronti della Regione, che aveva tenuto irrisolto questo problema per oltre 10 anni (Legge 31/2001). Oggi tutti i castiglionesi possono tornare tranquillamente a bere l’acqua dal rubinetto di casa senza rischi per la salute perché la sua potabilità è costantemente controllata e certificata, e questo può rappresentare, oltre alla riconquista di un diritto. anche un bel risparmio economico per le famiglie e per le stesse imprese alimentari.

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