24112017Headline:

Anche per Natale emorragia di consumi

cenone nataleCon le festività natalizie alle porte Confesercenti – Swg emanano i dati sull’intenzione di spesa per i regali degli italiani che lasciano ben sperare per il futuro. A fronte di una spesa media prevista di 170 €  il 12% degli italiani ha dichiarato di spendere più dello scorso anno, mente l’8% spenderà di meno, mentre il 31% lascierà invariato il budget.

Cambia invece l’abitudine di acquisto degli italiani nonchè l’ideale “letterina” dei regali desiderati. Il 21% degli italiani sceglierà internet per acquistare regali, 5% in più dello scorso anno. Ben il 27% sceglierà un dono I-Tech per amici e parenti. Al vertice della classifica dei regali ambiti ci sono gli accessori, al 46%, seguiti subito dagli smartphone 37%, tablet al 23%, mentre computer e Tv si fermano al 17%. La tradizionale slitta di Babbo Natale non viaggerà più carica di  trenini e giocattoli vari, ma di play station e Ipad.

La voglia di regalo, dunque per sconfiggere la crisi, ma le difficoltà economiche si fanno sentire lo stesso: aumentano i cittadini che cercheranno di limitare le spese per i regali di tutti, che passano dal 5 all’8% del totale del campione. Aumentano le persone che risparmieranno sul regalo di loro stessi ( dal 15 al 16%), mentre i giovano si dimostrano più altruisti nei confronti del coniuge/parter (dal 5 al 6%), addirittura i bambini che ne faranno le spese con regali sotto l’albero, ma di modesto valore. In calo anche il valore dei regali per parenti ed amici.

Sul fronte della spesa per la Vigilia e pranzo di Natale, quest’anno gli italiani vivranno l’atmosfera e la magia del Natale in casa, nel segno della tradizione e delle abitudini natalizie. Quarantatre milioni di italiani celebrerà la Vigilia e il pranzo di Natale insieme ai parenti più stretti, le tavole saranno imbandite con menù elaborati nella tradizione locale dal punto di vista enogastronomico. Sostanzialmente stabile il budget che si spenderà con più attenzione, rispetto all’anno 2012, all’insegna della minore quantità, ma maggiore qualità. La tradizione è quindi rispettata anche se c’è un aumento della quota di italiani che decide di non festeggiare, purtroppo la causa è sempre quella della mancanza di disponibilità di reddito.

La Confesercenti di Viterbo, sul fronte dei consumi nel periodo natalizio, ha condotto un focus particolare proprio sui consumi dei prodotti agroalimentari di qualità per la preparazione di piatti tradizionali per cena della Vigilia e pranzo di Natale. L’ 85% dei viterbesi ha dichiarato che preparerà un piatto tradizionale. Primeggiano, per quanto riguarda i prodotti tipici locali che verranno acquistati: i dolci, le carni, vini e spumanti, formaggi, olio, frutta secca e a guscio. I piatti tradizionali più utilizzati vanno dalla pasta al forno alla stracciatella, alla pasta con le noci ai tortellini, etc. Per quanto riguarda i secondi piatti di carne, l’agnello (anche se in diminuzione rispetto all’anno 2012), bovino, suino, pollame e conigli. Per i piatti a base di pesce, non solo  il baccalà cucinato in diverse maniere e l’anguilla, ma anche piatti a base di pesce di mare soprattutto scampi e frittura mista. Naturalmente non potevano mancare legumi e una parte importante sulla tavola dei viterbesi è rappresentata dai dolci tradizionali e tipici del Natale: panettoni, torroni, dolci da forno, il tutto accompagnato da vini e spumanti doc igt rigorosamente locali, cresce anche l’acquisto dei prodotti tipici locali per confezionare cesti natalizi da regalare. L’indagine si conclude con una panoramica sulle intenzioni di fare una vacanza nel periodo natalizio e di Capodanno, gli italiani non rinunciano del tutto ad una pausa in questo periodo, ma le vacanze saranno mini, soprattutto nella spesa: crescono infatti i viaggi con un budget che si aggira in media intorno ai 250 €, scelti dal 42%, il 17 in più rispetto al 2012.

Dal consueto sondaggio, Confesercenti – Swg, i viaggiatori quest’anno saranno il 2% in meno rispetto allo scorso anno, a tenere infatti a casa i nostri connazionali anche quest’anno è la situazione economica indicato come ostacolo principale, inoltre la crisi fa registrare una riduzione della spesa media ( 694 € il 9% in meno rispetto al 2012). Questa situazione fa registrare un fenomeno curioso, in quanto il ricorso al week-end “fuori porta” era tipico della Pasqua. Cresce la voglia di cultura, aumentano i viaggiatori e presenze nelle città d’arte, + 9%, in aumento anche le preferenze per la montagna. Di chi parte il 70% viaggia per Capodanno, aumentano rispetto allo scorso anno i volo low cost, crocere in offerta e viaggi in bus. All’estero le destinazioni, capitali europee, una ripresina per il Mar Rosso, tengono per una politica commerciale di abbassamento dei prezzi le crociere con destinazioni caraibiche, crescono anche i gruppi di viaggiatori che scelgono la vacanza in bus.

Concludendo un dato negativo su tutti è che diminuisce del 20% la disponibilità dei viaggiatori, senza bisogno di ricercarne la causa. Se il 2012 è stato un anno horribilis e quindi da dimenticare per la crisi del turismo,  per gli operatori turistici il 2013 non ha fatto registrare un benché minimo segnale di ripresa. Il persistere della crisi economica generale, ulteriore diminuzione del potere d’acquisto dei salari, il calo generalizzato dei consumi, mancati interventi da parte del Governo per ridare fiducia al reddito familiare rischia di far tracollare anche il settore turismo. La preoccupazione è non più virtuale, ma reale, il settore quest’anno al di là del calo dei fatturati che le imprese hanno registrato, fa segnalare un segno meno sostanziale di espulsione di monodopera professionale. Servono interventi mirati e tempestivi per una ripresa e quindi salvare l’economica più importante del nostro paese. Gli operatori comunque sono fiduciosi e continuano ad investire sul proprio lavoro e sul lavoro degli altri. Sarà importante comunque sia a livello regionale che locale verificare a consuntivo non appena passate le feste, il termometro del settore.

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