25112017Headline:

Da Babbo Natale regali per tutti

babbo nataleDopo un audace blitz notturno nel covo di Babbo Natale (a proposito: non si trova da qualche parte verso il Polo Nord, ma in un bilocale di Santa Barbara), la spavalda redazione del Post è entrata in possesso della lista di regali che il tizio in rosso e le renne cornute hanno consegnato ad alcuni personaggi di rilievo di Viterbo e dintorni. E la copia e pubblica qui, in esclusiva galattica e alla faccia delle più elementari regole della privacy e del chissenefrega.

 

UNA BUSSOLA PER GIUSEPPE FIORONI
Perché così magari può ritrovare la trebisonda persa dopo il risultato delle primarie. E capire cose deve fare: restare nel Pd? Fare una nuova Dc con Casini (toh, chi si rivede)? Oppure cercare un accordo con Renzi? In questo caso, semmai, meglio un navigatore Gps, per raggiungere Firenze. Dopo, bastaerà citofonare “Matteo”.

UNA BANDIERA DELLA COLDIRETTI PER CLAUDIO UBERTINI
Perché il capogruppo di Forza Italia in Comune ormai è ossessionato – e schifato – dalle bandiere gialloverdi dell’associazione, che a suo dire deturperebbero in questi giorni l’antica e nobile città di Viterbo. Certo, detto da un esponente del partito che ha applicato per primo il tifo da stadio (bandiere, slogan, spillette, striscioni) alla poltica, fa un po’ caso. Chissà che ne pensa il Silvio, e Dudù.

UNA MORTADELLA INTERA PER LEONARDO BONUCCI
Perché la Coppa (dei Campioni) quest’anno se la può scordare, visto che la sua Juve non si è qualificata alla fase finale. In compenso, il difensore di Pianoscarano potrà consolarsi con il secondo figlio in arrivo e magari potrà consolare tutti gli italiani alzando un altro salume la prossima estate in Brasile. La Coppa del Mondo.

UNA CROCIERA PER MARCELLO MEROI
Perché gli vogliamo bene, e non lo possiamo vedere così, infognato del disperato tentativo di difendere la Provincia, e le Province, da un destino segnato: l’estinzione come i panda. Sacrificate sull’altare delle riforme e della spending review. Il paragone con il soldato giapponese sull’isola, che continua a combattere una guerra già persa, viene naturale. Onore delle armi, e poi un lungo viaggio rilassante nei mari del sud, rum e tintarella. Paga il ministro Delrio.

UN GIRADISCHI PER MARCO MENGONI
Perché la musica prima era un’altra cosa. C’erano i dischi, quelli di vinile, e le audiocassette, quelle registrate dalla radio o scroccate dagli amici (senza mai restituirle). Qualità pessima, nastri che s’inceppavano sul più bello, ma che goduria, che ricordi, che romanticismo. Oggi il cantante ronciglionese è una potenza, ma i dischi non esistono più, anche i Cd sono agli sgoccioli, e c’è solo la televisione, gli Mp3, i video su Youtube e Morgan che spara cazzate. Ogni tanto varrebbe la pena ascoltare come si suonava e si cantava un tempo, e magari azzardare anche un paragone.

UN’AGENDA PER DANIELE SABATINI
Perché il consigliere regionale vorrà continuare a battersi per consolidare il Nuovo centrodestra nella Tuscia. E’ lui l’uomo di punta, il riferimento, quello che ha creduto per primo alla svolta (Scissione? Tradimento?) di Alfano. La sua opera di reclutamento prosegue: ha già convinto Laura Allegrini e praticamente tutto il gruppo ex Pdl in Provincia, gli ex consiglieri comunali Russo e Bennati, persino Andrea Scaramuccia. Qualcuno assicura che abbia altri conigli da estrarre dal cilindro. Ma oltre ai nomi, si attendono anche idee e proposte pratiche & politiche, finora non pervenute.

UN PANINO CON LA PORCHETTA PER I FACCHINI
Perché con il Trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa, ormai sicuro a fine maggio, serviranno ulteriori vettovaglie per i ragazzi in bianco che la porteranno, la Macchina. Ma che spettacolo, che evento unico, che si prospetta. Il giusto trionfo dopo il riconoscimento dell’Unesco arrivato a Baku, A proposito: esportare la porchetta bagnaiola in Azerbaigian? Potrebbe uscirne un bel business. Ragioniamoci.

UN GINSENG (DOPPIO) PER GIANLUCA DE DOMINICIS
Perché il Movimento Cinque Stelle, almeno qui a Viterbo, è addormentato, moscio, immobile, mentre nel resto d’Italia ci stupisce con effetti speciali, a volte anche troppo. Da noi invece vivacchia, senza spunti, senza provocazioni, senza innovazioni, senza neanche parolacce. Serve una sveglia. Addirittura, l’unico consigliere eletto in Comune si è pure astenuto o ha appoggiato, alcune scelte dell’amministrazione. Che tristezza, che delusione, roba da democristiani. Chissà che ne pensa Beppe (e Casaleggio)…

UNA BISTECCA FIORENTINA PER PIERO CAMILLI
Perché gli agnelli ce li ha già e manco pochi. Perché è un buongustaio (perciò la gradirà cotta “grondante sangue”). E perché tutto sommato, l’imprenditore di Grotte di Castro è uno dei pochi che quest’anno ha avuto il coraggio di fare un investimento importante nella, sulla e per la, sua terra. Puntando sulla Viterbese, con un progetto, un’organizzazione, un’idea a lungo termine. Mettendoci soldi suoi, lasciando in secondo piano il Grosseto, ripartendo dal basso con l’obiettivo di arrivare in alto, molto in alto. Non sarà un giovane, il Comandante, ma può ancora dare lezioni di carattere e iniziativa a tutti. Nel calcio e non solo.

UN DELFINO PER GIULIO MARINI

Perché – non trattandosi di un simpatico mammifero acquatico, ma di un bipede in grado di guidare la neonata Forza Italia nella Tuscia – possa finalmente ergersi a padre nobile del centrodestra viterbese e fare finalmente il Bandolero Stanco, lasciando ad altri (possibilmente in grado di intendere e di volere) gli onori e gli oneri dell’agone politico.

UN SET DI FAZZOLETTI PER RINO ORSOLINI

Perché così potrà di tanto in tanto asciugarsi le lacrime che, copiose, gli scendono sulle gote ormai da qualche lustro durante le sue continue lamentazioni con i politici viterbesi per l’assenza di infrastrutture che possano dare una mano allo sviluppo della Tuscia.

UNA CARTINA GEOGRAFICA PER MICHELE PEPPONI

Perché così potrà consultarla con la dovuta accortezza e scegliere una località – possibilmente amena e con una visione culturale più acuta da parte dei suoi abitanti – per trasferire lì la sua Caffeina, visto che la kermesse estiva sembra essere diventata, per i “capiscosoloio” della Tuscia, la madre di tutti i mali.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    DUE POLTRONE PER DUE NELL’ISOLA CHE NON C’E’ PER FILIPPO ROSSI DA TRIESTE E IL SUO CAMERIERE BARELLI

    Perché così vanno a fare danni e a prendere stipendi pubblici (immaginari) da qualche altra parte

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