17122017Headline:

Ci risiamo: il Pd viterbese è di nuovo spaccato

tavolo

L’ala cattolica del Pd al gran completo

Aiuto, nel Pd ci sono troppi comunisti. Oggi, a Viterbo e in provincia, e magari un domani, dopo le primarie dell’8 dicembre, anche a livello nazionale. La cosa non va giù alla componente popolare del partito (fioroniani, ex margheritini, ex democristiani: chiamateli come vi pare), che ieri ha convocato una conferenza stampa per illustrare la situazione, il pericolo rosso, indicare le contromosse a breve termine e precisare qua e là. C’era l’ufficio politico (virtuale) d’area al completo: Aldo Fabbrini, Pierluigi Bianchi, il segretario dell’unione comunale Stefano Calcagnini, Luisa Ciambella, Tiziana Lagrimino e altri.
Si è partiti dalla presentazione di un documento, un appello, che oggi verrà girato ai tre candidati alle primarie (Civati, Cuperlo e Renzi), nel quale si chiede un impegno al futuro nuovo segretario per mantenere intatto lo spirito fondativo del Partito democratico, senza cambiare rotta e virare troppo a sinistra, senza iscriverlo – in sostanza – al Partito socialista europeo. Una tema sul quale gli ex popolari sono sempre molto sensibili, a partire proprio da Fioroni. “Perché il Pd nacque nel 2007 come unione di due partiti, uno moderato e uno più riformista. La sintesi di queste due esperienze deve continuare a convivere, e non una prevalere sull’altra”, ha detto Tiziana Lagrimino. Di qui la richiesta a chiunque vincerà domenica a non sbilanciarsi troppo. E va bene.
Ora, in questa storia ci sono un paio di paradossi non da poco. Il primo è che la corrente (si può dire corrente?) popolare appoggerà alle primarie quello che, a occhio e per percorso personale, appare come un candidato piuttosto mancino, vale a dire Gianni Cuperlo. “Lo abbiamo sostenuto dall’inizio e non ci disimpegneremo certo adesso, a tre giorni dal voto – dicono – Ci sarà naturalmente qualche caso di coscienza, qualcuno che non seguirà le nostre indicazioni, ma il messaggio è chiaro”. Così come ci sarà qualcuno che andrà al mare, magari preventivamente: nonostante le rassicurazioni, lo scopriremo solo dai dati dell’affluenza. “Di sicuro stavolta potrebbe essere difficile portare gente a votare – mette le mani avanti Luisa Ciambella – perché i tre candidati sono quelli che sono, e perché i numeri saranno influenzati anche dalla tendenza nazionale”.

Le schede per le primarie sono già arrivate in sede a via Polidori

Le schede per le primarie sono già arrivate in sede a via Polidori

Il secondo paradosso è di carattere locale. Già, perché i fedelissimi di Fioroni sosterranno sì Cuperlo, “ma in dissenso con la mozione locale che lo appoggia, perché la riteniamo troppo spostata a sinistra e non in linea con quello che è il partito”. E in questo sottilissimo equilibrismo, c’è la notizia: la rottura tra la componente Egidi-Panunzi (o Sposetti-Panunzi?), e quella popolare è netta, e freschissima. “Questa è una fase diversa rispetto a quella dei congressi locali – ragiona Pierluigi Bianchi – Noi abbiamo dato una dimostrazione di assoluta linearità, ma qualche incomprensione con la mozione Cuperlo in effetti c’è stata”. Anche perché, secondo loro, quelli avrebbero detto che “il Pd deve aderire al Pse”, mentre il candidato segretario se l’era cavata con un più diplomatico “il Pd potrebbe aderire al Pse”. Sfumature linguistiche che in politica possono fare la differenza.
Ciò detto, occorre registrare anche le smentite su un’ipotetica scissione post primarie. Fioroni farà un suo partitino? O magari convolerà a giuste nozze con l’ex compagno democristiano Casini? Qui si giura di no, e con forza: “Se avessimo in mente di staccarci, questo documento non avrebbe senso. Vedremo cosa risponderà il nuovo segretario, e poi valuteremo il percorso da fare. La nostra battaglia la conduciamo dall’interno: da dentro cercheremo di evitare che il Pd scivoli definitivamente a sinistra”. Anche se da lunedì, in base al vincitore, annunciato delle primarie, tutto questo potrebbe anche non avere più un senso.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    All’armi, all’armi, all’armi siam democristi!

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