19102017Headline:

“Ci taroccano anche le patate”

Bloccati i prosciutti ceki...

Bloccati i prosciutti ceki…

Il Brennero. Là, dove una volta c’era la frontiera tra l’Italia e l’Austria, confine d’imperi e di stili di vita, valico di guerre, di emigranti e di vacanzieri, ieri è stato presidiato dai nostri agricoltori, una piccola marea gialla, giallo Coldiretti. Missione delicata, e simbolica solo fino ad un certo punto: bloccare i tir in entrata in Italia e ispezionarli. Per dimostrare che tanti prodotti alimentari spacciati come fatti in Italia, in realtà provengono dall’estero. E che di italiano hanno poco o nulla.

Una battaglia che la Coldiretti combatte da anni, per tutelare i marchi italiani – quelli veri, quelli seri – e per porre fine alla morìa di aziende danneggiate da truffe del genere. C’erano anche i viterbesi, naturalmente. Un centinaio, tra imprenditori agricoli, dirigenti e funzionari della Coldiretti, capitanati dal direttore generale Andrea Renna. Che adesso, sulla via del ritorno, racconta: “Abbiamo trovato di tutto. Mozzarelle che entravano in Italia e destinate a finire sulle nostre pizze. Ettolitri di latte destinati a importanti caseifici nazionali, che poi li avrebbero utilizzati chissà per produrre cosa. Prosciutto dall’est Europa. Grano dalla Turchia per produrre la pasta. Di tutto, insomma. Per non parlare delle patate, con scritta italiana ma straniere: di patate ne coltiviamo di buonissime anche da noi, nell’Alta Tuscia, ecco allora che il danno ci tocca da vicino”.

...e le mozzarelle tedesche

…e le mozzarelle tedesche

E già, perché una terra come la nostra, che produce eccellenze assolute, è ancora più sensibile alla concorrenza sleale che arriva da fuori. “E’ una battaglia che Coldiretti conduce dal 2000 – dice il presidente viterbese Mauro Pacifici – e che con questa manifestazione speriamo abbia risonanza a livello europeo. Le leggi tutelano poco o nulla i prodotti italiani, bisogna adeguarle, aggiornarle e renderle efficaci. Ne vale del nome stesso dell’Italia, ma anche della sopravvivenza di migliaia di attività”. Al presidio del Brennero è intervenuta anche il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo. Che ha promesso agli agricoltori di impegnarsi presso il Governo affinché la legislazione in materia venga aggiornata. Sarebbe anche ora di farlo, affinché il made in Italy sia finalmente un marchio sicuro, di garanzia e di eccellenza. Tutte italiane.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dato che ci siamo esportiamo pure il coldiretto per diletto Paolo Simoni, ovvero la testa più lucida di Palazzo dei Priori.

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