23092017Headline:

Città d’arte e di cultura? Era ora

Sgarbi davanti alla Natività

Sgarbi davanti alla Natività

E gira e tocca e guarda e accarezza e rigira e soffia via un peletto. Perché Vittorio Sgarbi, se potesse, coi quadri ci farebbe anche all’amore, e non è detto che non lo abbia mai fatto, nella sua vita matta di critiche e insulti, di studi artistici e studi televisivi, politica & polemiche, donne e libri e provocazioni. Quando prende la sua Natività, sua e di Ignazio Stern, dentro la chiesa del Gonfalone è silenzio e magnetismo, neanche il fruscìo delle telecamere si avverte più. “Ecco, sono a casa”, dice lui. Perché la casa dell’uomo di cultura è ovunque ci sia cultura: qui a Viterbo, dove la cultura s’intuisce ma ancora non trionfa, e nella Ferrara degli Estensi, di Bassani e di Sgarbi; e a Burgos, dove adesso altre opere della collezione privata del critico sono in mostra, ché in Italia non le hanno volute.
Le abbiamo volute noi, invece, qui a Viterbo. La Natività, d’accordo, intima e solenne piazzata al centro della chiesa del Gonfalone. E anche la Pietà e la Flagellazione di Sebastiano Del Piombo, che non sono di proprietà di Sgarbi ma dei viterbesi tutti e di chiunque ami la cultura, Vittorio compreso. Il Comune le ha tirate fuori dal museo civico inagibile e se le è portate a casa, nel salotto buono della sala Regia, in un allestimento austero e inevitabile, perché ci sono delle regole precise da seguire, sennò la Sovrintendenza s’incazza. E Sgarbi, quando arriva col ritardo delle dive, lo fa notare, senza complimenti: “Queste teche, questi scafandri, sono una scelta della Sovrintendenza, che ha mille cautele per le opere d’arte. Non ci si può fare nulla, e così sembra di stare a guardare dei quadri in televisione”. Fosse stato per lui, niente teche, niente barriere, niente precauzioni: le opere a pelle, da toccare, da annusare, da accarezzare. Fosse stato per lui, neanche la sala Regia, ma a palazzo dei Papi, perché arte chiama arte, e altri capolavori aggiunti, a tema religioso, perché col Natale avrebbe fatto un abbinamento perfetto. E invece niente: “Ma alla fine gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi – dice Sgarbi – Ed è stato possibile qui a Viterbo perché Viterbo ha un sindaco, un assessore alla Cultura e un presidente del consiglio comunale intelligenti”. Lo spot politico-promozionale è incluso nel prezzo, e fa rodere il fegato di quegli spettatori usciti dai loro Facebook e presenti all’inagurazione delle due mostre magari soltanto per regolare alcuni conti personali (“Scusi, quella è la Pietà?”, no signora mia, è Marilyn Monroe vista da Andy Wharol).

La pietà di Sebastiano Del Piombo

La pietà di Sebastiano Del Piombo

Ma anche le polemiche sfumano, quando Sgarbi attacca a parlare, e racconta di Sebastiano e di Tiziano, del Parmigianino, dell’amato Michelangelo, di Venezia e della Roma rinascimentale. Alla sua destra e alla sua sinistra, le tavole dentro gli scafandri, trasparenti perché dietro la Pietà ci sono anche degli schizzi attribuiti proprio a Michelangelo. In sala, le autorità comunali (anche dalla Provincia), della curia, esponenti del mondo culturale o pseudo tale. Manca l’opposizione, che forse di venerdì mattina lavora o forse non s’interessa di croste come queste. Applauso alla fine della lezione, e via, sotto la pioggia, verso la chiesa del Gonfalone, con battuta d’obbligo per il personaggio quando si sfiora vicolo Baciadonne. Al Gonfalone, ecco Stern, prestato da Sgarbi e esposto gratuitamente fino all’Epifania (la mostra dei Del Piombo durerà invece fino al 30 gennaio, sempre gratis). Dietro, il Romanelli illuminato che fa gli onori di casa. Vittorio quasi abbraccia la tela, e ricomincia a parlare. Altro giro, altre storie, altro incantesimo.

Viterbo insomma, a vent’anni esatti da quando fu coniato lo slogan “città d’arte e di cultura”, ci prova a diventarlo davvero.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Sgarbi, consapevole o meno, rischia di essere la foglia di fico delle malefatte clientelari targate vivaviterbo. Insultalo ancora, Vittorio:

    http://www.youtube.com/watch?v=aiMVj-hLaFI

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