16122017Headline:

Da Frontini e De Dominicis critiche più pacate

Chiara Frontini

Chiara Frontini

Ormai non si parla d’altro. Dal parrucchiere all’astronauta. Se l’obiettivo principale del festival ‘Lumi in aria’ fosse stato quello di attrarre curiosità, Barelli e soci senza ombra di dubbio avrebbero fatto strike. Pure la crisi economica è sparita dalla bocca dei viterbesi. Meglio ragionare sui proiettori, sulle tinte, e sulle impalcature. Così, per trovare due soggetti (non a caso, ma istituzionali) dei quali ancora non si conosce opinione, e che soprattutto non cavalcano l’ondata forte della minoranza (quella impelagata tra denunce, procure e appelli vari) è toccato sfogliare tutta l’agenda. Ma ce l’abbiamo fatta.

Per galanteria si parte da Chiara Frontini, che sinceramente riconosce: “Non ero contraria in partenza. Lo ammetto. Anzi forse l’idea era anche buona, ma poi è stata sviluppata malissimo. Esteticamente parlando, e non solo. Perché di soldi ne sono usciti troppi, per un risultato a dir poco mediocre”. La leader di Viterbo 2020 però preferisce spaziare, allargare il discorso. “Credo che cultura, urbanistica e centro storico parlino un po’ poco – prosegue – Come si può puntare tutto sul borgo antico e poi chiudere un parcheggio di oltre cento posti? Il più interno tra l’altro. Mancano luminarie in vie di vitale importanza. E pure le mostre sono discutibili. Ammirevole tirar fuori le opere dal Civico chiuso, ma già le avevamo in casa. Altri soldi pesanti. Forse è proprio la maggioranza che non sta girando a dovere. Poco collegata e poco disponibile. Nonché presuntuosa. E così non si va lontani”.

Gianluca De Dominicis

Gianluca De Dominicis

Tra il sornione e l’attento, tipo gatto davanti il camino, Gianluca De Dominicis costruisce un altro discorso. “Stavamo preparando un comunicato a riguardo – dice il portavoce Cinque stelle – Non mi permetto di valutar il lato estetico, sono stato fuori e quindi prima di parlare vorrei vedere. Certo è che ho raccolto informazioni dagli altri e non partirò col massimo entusiasmo”. Poi però una ventata di ottimismo la tira fuori. “Aspettiamo – aggiunge – Le cose vanno viste nella completezza. Quanta gente passerà? A quanti verrà voglia di ritornare? D’altronde questa è una scommessa diretta dell’amministrazione. Io non ci avrei dormito, la trovo pericolosissima”.

Ed eccolo di nuovo in picchiata, nonché centrato sul pezzo. “Se ci facciamo due conti c’è poco da stare allegri – tuona, seppur in serenità – Se si pensa che parte dei fondi è uscita dalla ‘riserva’ la frittata è servita. Non mi metto a criticare le assegnazioni perché stiamo vagliando le carte, spulciamole bene, poi se ne riparla. Chiudo solo dicendo che per quanto riguarda le mostre con la stessa moneta ci si riapriva il museo. E che inevitabilmente ogni progetto culturale che si svilupperà in questi anni sarà imputabile a conflitto di interessi. Vuoi o non vuoi, i legami con Caffeina sono tanti e ramificati. E tutto ciò fa solo che male all’immagine di una politica già ridotta ai minimi termini”.

E ora sappiamo anche la loro.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    E poi (modestamente) c’è la nostra di opposizione, rigorosamente extraconsiliare, che da quasi un anno batte sempre sullo stesso tasto: fora dai ball il votovendolo e voltagabbana abituale Filippo Rossi da Trieste e le sue squallide truppe mercenarie.

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