25092017Headline:

Donne emergenti nel mondo dell’impresa

impresa donnaSecondo il Censis siamo una “società sciapa e infelice” ,“senza fermento e dove circola troppa accidia, furbizia generalizzata, disabitudine al lavoro, immoralismo diffuso, crescente evasione fiscale”. A giudizio dei ricercatori del Censis siamo anche “infelici” per il “grande inatteso ampliamento delle diseguaglianze sociali”. Il crollo non c’è stato, ma troppa gente declina nella scala sociale, per la forte instabilità lavorativa e sottoccupazione, così come cresce sempre più il disinteresse per la politica.

Dal Rapporto Censis di quest’anno si evince, poi, che le donne e gli stranieri immigrati sono i soggetti emergenti nel mondo dell’impresa. Malgrado esista ancora una certa diffidenza nel mondo del lavoro nei confronti delle donne al comando, infatti, è da registrare il recente consolidarsi di una sempre più attiva imprenditorialità femminile e il Censis guarda a questo fenomeno con favore, inserendolo tra quelle dinamiche positive che potrebbero permettere al nostro Paese di andare oltre la mera sopravvivenza.
A giudizio dei ricercatori del Censis: “ Capacità di resistenza e adattamento difensivo, ma anche di innovazione, rilancio e cambiamento, sono tratti essenziali delle strategie messe in atto dalle donne nel mondo produttivo”. In particolare, il centro studi rileva che: “Alla fine del secondo trimestre del 2013 le imprese con una donna come titolare erano 1.429.880 il 23,6% del totale, con un saldo positivo nell’ultimo anno di quasi 5000 unità. Le imprese femminili sono concentrate soprattutto nel commercio (28,7%), in agricoltura (16,2%), nei servizi di alloggio e ristorazione (9,2%)” . Si tratta quasi sempre di imprese di piccole dimensioni (quasi il 69% ha meno di un addetto) e di tipo individuale (il 60% del totale) , tuttavia, l’incremento più significativo nell’ultimo anno si registra per le società di capitali: con 9.027 unità in più e una crescita del 4,2%.
E’ doveroso ricordare in questo contesto, come sempre più donne hanno raggiunto posti di comando anche grazie all’entrata in vigore della Legge Golfo-Mosca n. 120/2011 che a partire dal 12 agosto 2012 ha introdotto le quote di genere nei Cda delle società quotate e controllate dalle pubbliche amministrazioni. Un anno dopo la sua entrata in vigore, infatti, è emerso un bilancio positivo della sua applicazione: nel 2008 le donne con un posto nei Cda di aziende quotate erano circa 5,9% e sono passate al 17,2% in questi giorni, generando crescita di valore, anche se a beneficiare di una leadership al femminile sono state medie e grandi imprese.
Tuttavia, la strada da percorrere è ancora molta lunga ed impervia, ma le imprenditrici italiane ci hanno dato prova di una capacità lavorativa e di una spinta innovativa eccezionali. Esse, infatti non solo reagiscono e sfidano la crisi, ma lo stanno facendo con grandi successi riuscendo anche a portare un segno positivo all’interno dell’andamento economico del nostro Paese drammaticamente negativo
In sintonia con il giudizio favorevole espresso dal Censis sul consolidarsi dell’ imprenditorialità femminile in Italia, anche Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario, la cui mission è promuovere le capacità e le imprenditorialità femminili, ha ribadito: “Sono certa che l’affermazione di una solida leadership femminile rappresenterà uno straordinario accelleratore di crescita e benessere per le aziende e per il sistema Italia.”

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