26092017Headline:

Due derby straordinari sotto l’albero

Piero Camilli  allo stadio col team manager Raspoli

Piero Camilli allo stadio col team manager Raspoli

In attesa delle abbuffate di Natale, che alla fine lasciano tanti chili e tanti rimorsi in più, meglio questa, di abbuffata. Una domenica di sport come non l’abbiamo mai vista, almeno in questo angolo umile e provinciale dell’impero. Due derby in poche ore, menù sopraffino per quelli che vivono di queste cose: agonismo, punti in palio, avversari da battere, fame di vittorie (e non di panettoni) e paura di sconfitte (mica di diete). Ce n’è per tutti i gusti, pure per i vegetariani: due partite che fanno venire l’acquolina in bocca, una dietro l’altra, a poche centinaia di metri di distanza, neanche il tempo di digerire.
Si comincia alle 14.30, col calcio. Il ristorante è lo stadio Enrico Rocchi, dove si serve il derby tra Viterbese e Rieti, quindicesima giornata del campionato di Eccellenza, e la più importante, per un sacco di motivi. Gli ospiti viaggiano in prima classe, capolista fiera del torneo e sicura del posto grazie al vantaggio. I padroni di casa seguono al secondo posto, arretrati di cinque punti, vittime di varie vicissitudini (tecniche, arbitrali, di semplice sfiga) ma oggi avvelenati del veleno dei coraggiosi. E’ la partita che si aspetta da agosto, nelle due città: perché il duello era già scritto (tra le uniche squadre espressione di capoluoghi di provincia nel torneo), per varie punzecchiature più o meno sguaiate, e per una vecchia rivalità che nasce nel basket e che ora si è trasferita nel pallone. Tifosi in subbuglio, nervi tesi, e l’impressione che chi vince oggi abbia vinto mezzo campionato, se non di più. Chi perde, invece, trascorrerà un Natale di paranoie, mica buono. Nella speranza che tutto si svolga all’insegna della sana competizione, e che non diventi una squallida corrida in campo e fuori: civiltà, professionalità, e chi non si sporca la maglia è un capitone in umido. Ultime dai campi: Viterbese senza mezza difesa (Cirina e Marini squalificati, come mister Solimina) ma con l’attacco nuovo di pacca Vegnaduzzo e Polani. Reatini spavaldi, col genietto Artistico e la spalla Cardillo, l’ex Gay a fare legna in mezzo al campo.

L'abbraccio della Nuova Fortitudo

L’abbraccio della Nuova Fortitudo

A seguire, ore 18, ci si trasferisce in massa al PalaMalè. Il catino del Murialdo ospita un’altra sfida da romanzo. Si parla di basket, campionato di Dnc: la Ilco Stella Azzurra ospita la Nuova Fortitudo, formazione concittadina e appena arrivata nel torneo. Ad occhio, è la prima volta che due squadre viterbesi si affrontano in un torneo nazionale. La Ilco punta al bersaglio grosso (playoff, e magari pure oltre), la Piergentili si sta facendo le ossa, ha cambiato già allenatore, e si sta rinforzando sul mercato anche con alcuni ex blustellati. Qui la rivalità è meno becera, rispetto al calcio di cui sopra: la pallacanestro è sport elegante, misurato, ragionato. E le due società convivono nello stesso impianto, molti giocatori sono amici o ex compagni, il paese è piccolo e al massimo si può fare gara a chi ce l’ha più lungo, il pivot. Perciò, spettacolo garantito, pronostico incertissimo (perché i derby funzionano così sempre e comunque) e una nota a margine da sottolineare. La Stella Azzurra ha promosso, in concomitanza con il partitone, un’iniziativa che ha già vinto: chi verrà al palazzetto, potrà contribuire con un’offerta libera alla Caritas. L’ingresso è gratuito, ma la donazione è consigliata: è Natale per tutti, ma alla Caritas cambia poco, la solidarietà ai più sfortunati non ammette vacanze, un piccolo aiuto serve sempre. La Nuova Fortitudo ha già sposato la causa e questo la dice lunga sul clima di rispetto tra le due parti. Di conseguenza, signori, abbiamo due vincitori prima di scendere sul parquet. Un record, di quelli belli.

P.s. Per chi fosse interessato e arrivasse a casa, dopo tutto questo po’ po’ di roba, ancora affamato di pallone, ci sarebbe anche un ultimo derby, come dessert: Inter – Milan, ore 20.45, campionato di calcio di serie A. Robetta, ma non si sa mai.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Cari dirigenti e tifosi della Viterbese, se non volete subire altri rovesci, non fate assolutamente mettere piede negli stadi dove gioca la nostra bella squadra al fortunello Filippo Rossi da Trieste.

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