17122017Headline:

“Muoia Caffeina e tutti i filippini”

conferenza stampa forza italiaLa guerra dei bottoni, i ragazzi della via Paal, o gli scugnizzi delle quattro giornate di Napoli, in confronto, sono robe da ragazzi. Questa è guerra, gente, guerra a Caffeina. Che dopo la dichiarazione ufficiale dell’ex sindaco – e ora consigliere di Forza Italia -, Giulio Marini, appena mercoledì scorso, ora esplode in tutta la sua veemenza, virulenza, violenza (verbale, di comunicati stampa).
“Si intravede un conflitto di interessi con Caffeina”, aveva detto il bandolero stanco in una lettera consegnata nelle mani degli ambasciatori delle Potenze nemiche. Si riferiva all’appalto per Lumi in aria, il festival delle luci, invocando pure l’intervento della Procura e della Corte dei Conti, pur ammettendo che, da primo cittadino aveva “aiutato a crescere il festival”. La classica storia del marito che si taglia laggiù per far contenta la moglie.

Dopo di lui, il diluvio. E’ seguita un’escalation che non conosce sosta, che intruppa le caselle email di comunicati, accuse, firme in calce e ipotesi di complotto da perderci la testa, a starci dietro. La crisi dei missili a Cuba, in confronto, è stata solo una scaramuccia di quartiere, e per fortuna non è degenerata. Questa offensiva invece ancora non si sa dove andrà a finire: nel dubbio, prepariamo i rifugi antiatomici e scorte di viveri.
L’ultima puntata della serie riguarda un contributo ad una certa associazione La Novella, per un convegno (lo chiamano workshop, ma è la stessa cosa). “Soldi finiti nelle tasche degli amici di Caffeina”, tuonano Oltrecortina. La stessa associazione replica indignata, e minaccia querele, il tenero Sergio Insogna, che la cosa l’aveva promossa e presentata da delegato comunale allo sport, s’accoda con un comunicato ironico e sferzante (leggere a parte).
Prima c’erano state le polemiche sulle luci, come detto, e quelle meno ficcanti (per ovvi motivi: l’evento è troppo grande e troppo bello per essere criticato) sulla mostra di Del Piombo. Il tutto, mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia – nonché ex assessore alla Cultura – Luigi Buzzi, su Facebook, pubblicizzava la Corsa dei Babbi natale, che quest’anno non ha ricevuto alcun contributo pubblico ma che lo stesso Buzzi giudica ancora “simpatico evento che non ha mai voluto essere culturale”. Ma che comunque riceveva, fino ad un anno fa, i contributi dell’assessorato alla Cultura.
Morale della favola? Il centrodestra schierato diserterà lunedì la riunione dei capigruppo che dovrebbe discutere dei prossimi consigli comunali. Sempre lunedì, alle 15.30, la stessa opposizione ha invitato i giornalisti ad un incontro di auguri al solito bar di via Genova. Con una scommessa che sembra già vinta: anche domani si parlerà, tra un prosecco e l’altro, del conflitto d’intessi di Caffeina. E l’impressione è che gli ex padroni di palazzo dei Priori abbiano trovato – dopo lunga e faticosa ricerca – un punto dove attaccare la giunta Michelini. Segno dei tempi che cambiano: una volta le battaglie d’opposizione si facevano sull’urbanistica, sugli appalti pesanti (illuminazione e strade, verde pubblico, mense). Adesso si fanno inseguendo le denunce e gli sfoghi dei frustrati sui social network. E’ la politica virtuale, molto virtuale. Chissà se la signora che fa la spesa al Pilastro la conosce, e la capisce.

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2   Commenti

  1. Luigi Tozzi scrive:

    Nessuno ce l’ha con Caffeina ma con l’uso politico che Filippo Rossi ne ha fatto. Da quando è divenuta la quarta colonna di un movimento politico ha perso tutta la sua autorevolezza. La Cultura non è di parte, come lo è un movimento politico. Peccato che gli stessi che l’hanno creata l’abbiano voluta ridurre così.

  2. Giorgio Molino scrive:

    Le gazzette locali (di provata fede peppebucìarda) di oggi riportano dichiarazioni durissime del sindaco Michelini e del vicesindaco Ciambella contro la famelica lobby kaffeinista-vivaviterbicola di Filippo Rossi da Trieste. Che Peppe Bucìa si fosse accorto di aver stretto un patto (scellerato, of course) con uno più bucìardo, traffichino e disonesto (intellettualmente) di lui?

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