18122017Headline:

Il conflitto d’interessi sparisce dal consiglio

Clima disteso (troppo) in consiglio comunale

Clima disteso (troppo) in consiglio comunale

Va bene che il panettone era ancora in fase di digestione, va bene il clima di pace e di fratellanza suggerito dal Natale, va bene persino l’urgenza di approvare il nuovo regolamento sui contributi alle associazioni culturali. Ma alla fine in questo consiglio di fine anno, convocato in fretta e in furia, tra una festività e l’altra e per di più alla mattina presto, non si è parlato di una sola cosa, forse l’unica di strettissima attualità: il presunto conflitto d’interesse di Caffeina e di alcuni suoi esponenti nella gestione delle iniziative culturali del Comune stesso. Nessuna menzione, nessuna interrogazione, nessun riferimento. Anzi, in due ore e mezzo di assemblea, la parola Caffeina – che eccita molti e spaventa altri – non è mai venuta fuori. Eppure, all’ordine del giorno, c’era proprio il regolamento sulla cultura.
Non ne ha parlato il sindaco Leonardo Michelini, che pure è stato presente per tutta la discussione. Lui, che dovrebbe incarnare la voce più autorevole di palazzo dei Priori, e che comunque aveva trattato l’argomento – con stile – sulla stampa negli ultimi giorni. Evidentemente, il primo cittadino non ha sentito il bisogno di dare un seguito istituzionale alle spiegazioni già fornite ai media. Come dire: quello che avevo da dire l’ho già comunicato ai giornali, cari consiglieri. Eppure, anche nella sua maggioranza c’erano stati brontolii e insoliti sospetti: appena lunedì scorso, per esempio, il Pd si era riunito e aveva addirittura accarezzato l’idea di chiedere la testa dell’assessore Barelli. Ieri, invece, dai banchi democratici, non si è alzata alcuna voce: sarà perché era assente il capogruppo Serra (uno che con Barelli e Filippo Rossi scazzò già in tempi non sospetti), sarà perché la sua pupilla Minchella è ancora troppo inesperta, e si è limitata a insolentire lo stesso Barelli con un’innocua interrogazione sugli eventi previsti per Capodanno. Mentre il buon Mario Quintarelli interrogava sulla sacrosanta esigenza di un centro medico-trasfusionale a Santa Barbara. Troppo poco, per toccare l’argomento più scottante dell’universo.
E’ vero anche che dall’altra parte nessuno dell’opposizione si è degnato di sollevare il tema, come pure ci si aspetterebbe da chi le elezioni le ha perse e adesso dovrebbe fare – appunto – opposizione. Invece, nessuna interrogazione anche da Ubertini e soci, i quali anche loro avevano già anticipato dubbi & strane coincidenze in ben due conferenze stampa. Alle conferenze hanno vuotato il sacco con dovizia di particolari (anticipando persino l’intenzione di rivolgersi alla Corte dei conti, alla Procura della Repubblica e al tribunale internazionale dell’Aia, anzi dell’Ahia), in consiglio se ne sono stati zitti e mosca.
Così, col Capodanno alle porte, e poi la Befana e dopo ancora il Fuoco di Sant’Antonio e il Carnevale, ecco che il Babau conflitto d’interesse è finito sì sui giornali, con accuse, commenti e analisi, ma non è mai approdato nell’unica sede deputata al dibattito democratico. Il consiglio comunale, appunto: non ve n’è traccia nei verbali e nelle trascrizioni nell’unico giorno in cui sarebbe valsa la pena mettere insieme tutti gli episodi (Festival delle luci, mostra di Del Piombo e associazione La Novella) e metterli sul tavolo. E’ rimasta una polemica virtuale, insomma, mai politica. Nella speranza che la prossima volta vada meglio, ci vediamo al prossimo conflitto.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Lo scandalosissimo conflitto di interessi vivaviterbo-kaffeina si risolve in una sola maniera, ovvero cacciando a calci in c. i votivendoli di Filippo Rossi da Trieste dalla giunta Michelini.

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