24112017Headline:

Il dovere di Michelini: andare avanti

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Si pensava di essersi liberati definitivamente dalla stagione dei veleni e invece (ma non sarà forse la maledizione degli Etruschi?) neanche per idea. Giacché le cronache locali sono costrette a occuparsi di nuovo di esposti, Procure e Corte dei conti.

E, guarda caso, il tema del contende è sempre quello: cultura e dintorni. Un tema tutt’altro che casuale dal momento che il peccato originale esiste ed è rappresentato da quel Filippo Rossi che, dopo aver inventato quel capolavoro culturale chiamato “Caffeina”, ha deciso di salire (ormai si dice così) in politica, di candidarsi a sindaco e di allearsi con la coalizione che, capitanata da Leonardo Michelini, è poi risultata vincente alle elezioni con un programma chiaro come il sole: cambiare, cambiare, cambiare.

Si sapeva sin dall’inizio dunque, che il rischio di questo tipo di polemiche ci sarebbe stato. Soprattutto a fronte della volontà di rompere equilibri – creati dalle amministrazioni precedenti – che ormai erano consolidati, anzi ossidati nel tempo.

L’aria di contestazione s’è subito annusata quando – proprio sulla cultura – sono arrivati i primi segnali di novità. Apriti cielo! Tutti coloro che per anni s’erano abbeverati ai rubinetti di palazzo dei Priori, dopo aver capito che avrebbero rischiato di morire di sete, hanno subito cominciato a fare il diavolo a quattro, supportati da quella minoranza che nei tempi andati aveva fornito borracce (anzi, taniche) a iosa.

Come se non bastasse, di fronte a novità che – possono piacere o non piacere – hanno comunque portato un ventata di qualità nel Natale viterbese, testimoniata anche dall’interesse dei media nazionali, a remare contro sono intervenuti (e ti pareva!) i soliti ideologi del “capiscosoloio”, che hanno parlato addirittura di città deturpata (sarebbe interessante, a tale proposito, sapere se questi bastian contrari per partito preso abbiano qualche proposta concreta da fare per migliorare una situazione da loro così biasimata).

Di fronte a tutto ciò Leonardo Michelini ha due sole possibili scelte da fare. La prima: cambiare metodo, ricominciando a dar da bere agli assetati (e vai con la corsa dei Babbi Natale), abbandonando però il fattore qualità e tradendo così il suo programma elettorale. La seconda: fregarsene delle critiche e andare avanti, affidandosi al giudizio della gente, che è quella che l’ha votato. Ricordandosi che in genere le grandi opere denigrate dalla critica hanno poi avuto un incredibile successo di pubblico.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il dovere di Michelini: cacciare via (a calci in c.) gli affaristi vivaviterbicoli-kaffeinisti dalla sua amministrazione.

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