25112017Headline:

La mondezza, ovvero l’ultima debacle

Marcello Meroi

Marcello Meroi

La faccenda è parecchio contorta. Forse è meglio quindi partire da un pratico esempio. Il signor Limone (lo chiameremo così) gestisce per conto dell’amministrazione di Agrumia un parcheggio a pagamento. Ha dieci posti auto. Lo scorso anno li ha affittati tutti. Quest’anno invece, che per via degli incentivi sui veicoli ecosotenibili, molti hanno preferito acquistare una bicicletta, si trova sei buchi vuoti. Dato che viene pagato in base a quanto produce, in barba alla convenzione stipulata per i soli mezzi locali, allarga gli orizzonti anche ad automobilisti provenienti da fuori.

Si potrebbe sintetizzare così il messaggio trasmesso dalla Provincia. Rapportandolo però alla spinosa questione rifiuti. L’immondizia viene gestita e regolamentata da Regione, Provincia e Comune. Quindi ogni semplice modifica deve essere sottoposta all’attenzione delle tre parti. Ma ultimamente pare che qualche passaggio sia saltato. “Partiamo da un presupposto – dice l’assessore all’Ambiente Paolo Equitani – Nella nuova determina dei costi non ci si capisce nulla. Né quanto pagheremo, né se sono incluse clausole tipo il trasporto. Abbiamo richiesto chiarimenti in merito. Attendiamo”. E quindi il primo punto verte sui costi. Assai altalenanti nel tempo. E se non bastasse difficili da calcolare per il discorso legato alle ripartizioni. “Già – prosegue Equitani – Perché a Viterbo ci si accumula non solo la sua di immondizia, ma anche qualcosa da Rieti e da Roma. Come stabilire quindi le varie percentuali di rincaro se non si ha un quadro completo e lineare? Nella capitale continuano a riunirsi, e a noi non ci fanno sapere nulla. Altro chiarimento richiesto. Altra attesa”.

E anche il secondo tassello sta al suo posto. Ora però arriva il bello. “I rifiuti di Roma non tornano a Roma – parla ancora l’assessore – Come poi è previsto da patti firmati. Rimangono qua, oltretutto in quantità superiori al peso concesso. Ce ne siamo accorti ispezionando i camion in discarica, troppi, dopo la chiusura di Malagrotta”.

L'assessore Paolo Equitani

L’assessore Paolo Equitani

E se ci si aggiunge che altri comuni hanno chiesto di venire a versare nella città papale, il quadro è bello che servito. “Il rischio è di diventare la discarica del Lazio – stavolta tuona il presidente Marcello Meroi – E noi ne eravamo all’oscuro. Chi ha preso questo accordo? Chi ha firmato? È immorale. Siamo qui per denunciarlo. Monterazzano se proseguiamo in questo modo a breve sarà colma. Poi che facciamo ne costruiamo un’altra? I problemi altrui non sono i nostri. E certe intese losche, sempre che ci siano, vanno denunciate. Abbiamo allertato la Procura e dato mandato a dirigenti e avvocati di lavorarci. È assurdo differenziare per diminuire l’apporto in discarica e poi trovare altri che vengono a gettar le cose loro in casa tua (e qui si torna all’esempio dato in partenza, ndr). Ci batteremo fino alla fine, e partiremo col bloccare i camion, che se ne dovranno tornare da dove sono venuti”.

Ma contro chi combattere però? Nel gioco delle tre carte la Provincia non sa dare la soluzione. Ma se senza il consenso della Regione non si parte, e la stessa Provincia non ne sapeva nulla, rimane solo il Comune. “Ci è stato detto, ma non confermato, e quindi non confermiamo noi stessi, che c’è  un accordo di massima a livello vocale”, chiude così Meroi. Non parlando né di amministrazione né di gestori (l’Ecologia srl).

Di sicuro c’è solo che a rimetterci come sempre saranno in poveri, un po’ come per le conseguenze del ping pong legato alla gestione idrica. Ancora una volta la politica non riesce a dare risposte concrete. E ‘Monnezzopoli’ è appena partita. Si attendono sviluppi.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    E the big but stinky journalist, servitore di (almeno) due peculatori, va messo nei rifiuti indifferenziati o tra la carta?

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