23112017Headline:

La sanità viterbese verso il cambiamento

Luigi Macchitella

Luigi Macchitella

Nell’ aula magna dell’Università della Tuscia due giornate intense di lavori per i dirigenti sanitari della Ausl di Viterbo, su “Linee di indirizzo strategico e invito al budget: presentazione dei primi strumenti attuativi”. Il commissario straordinario Luigi Macchitella ha illustrato i punti strategici che costituiranno il cambiamento nella Ausl per una migliore sanità aperta a tutti, sempre a difesa del cittadino utente.

Un punto cardine, ha esordito il dottor Macchitella, è il potenziamento della prevenzione. Promuovere la salute significa informare il cittadino, educarlo e formarlo per seguire stili di vita migliori. Con la riforma 833/78 si parlava di autogestione della salute: il medico veniva ad essere una figura di supporto. Oggi lo scenario socio-culturale è cambiato: la prevenzione deve essere equa di per se’, diffusa a tutti i cittadini. E’ un diritto di tutti, non si deve chiedere a mo’ di favore da parte dei cittadini.
Il diabete ad esempio, è una malattia in cui la prevenzione assume importanza di notevole rimarco con stili di vita congrui e con una corretta alimentazione: nella sola provincia di Viterbo ci sono 12.000 diabetici, una cifra impressionante. Particolare attenzione va data agli ammalati cronici, agli anziani, alle persone fragili che possono accedere con difficoltà ai servizi sanitari.
Altro punto illustrato è stato quello sulla riorganizzazione della rete ospedaliera con una ristrutturazione di Belcolle e degli ospedali di frontiera (Civita Castellana e Tarquinia); occorre cambiare la struttura organizzativa degli ospedali, abolendo i reparti inefficienti ed inefficaci, con meno di 20 posti letto.
Nota dolente le liste di attesa che vanno abbattute, modificando la rete di radiologia aziendale, facendo eseguire prestazioni radiologiche anche la notte.
Anche la rete dell’emergenza va rivista integralmente ha asserito il commissario Macchitella. Occorre riscrivere le regole per essere trasparenti, misurare il proprio operato e poter rendicontare ai cittadini il modo in cui sono spesi i soldi pubblici. “Appropriatezza” è il concetto chiave che deve orientare le scelte in sanità; anche i privati convenzionati devono seguire lo stesso canone del pubblico. Le situazioni aberranti in sanità vanno denunciate in Prefettura, che si tratti di pubblico o di privato, non fa differenza.
La direttrice sanitaria aziendale Patrizia Chierchini, illustrando i volumi di attività prodotti nei vari ospedali, i trasferimenti e le prestazioni di Pronto Soccorso, ha suscitato intelligenti riflessioni sui settori clinici analizzati, soprattutto per i correttivi che possono essere messi in cantiere. I percorsi clinico-assistenziali non ancora codificati, vanno pensati – ha detto – con una diversa configurazione organizzativa, in base alla complessità delle patologie. L’assistenza da erogare, per essere ottimale, deve avvenire in base alle intensità di cure. L’ospedale è visto come punto di arrivo di un processo; certe volte però vengono sanitarizzati bisogni sociali. Sono stati rappresentati i primi strumenti attuativi sull’organizzazione per aree omogenee e per complessità assistenziale; la rete integrata territorio/ospedale sarà una soluzione del problema.
Il progetto RITHA (rete integrata territorio ospedale accreditati) vedrà sempre più unificate le risposte da dare al cittadino utente, superando l’antitetica opposizione tra ospedale e territorio.
Problema critico resta la rivisitazione della rete dell’emergenza: equità ed omogeneità saranno i punti fondamentali di riferimento.

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