26092017Headline:

Le prove delle luci non provano niente

La prova delle luci in piazza San Lorenzo

La prova delle luci in piazza San Lorenzo

Eccole, le foto. Quelle che sarebbero le prove, la pistola fumante, che l’avviso pubblico sul festival delle luci (titolo ufficiale con gioco di parole: Lumi in aria, che parte oggi e durerà fino al 6 gennaio) sarebbe stato acchittato, in un modo o nell’altro. Queste foto risalgono al 17, 18, o 19 novembre (chi le ha scattate non si ricorda il giorno preciso), mostrano un riflettore che illumina il Duomo di piazza San Lorenzo, con delle geometrie di colori e giochi di luce. Tutto qui.
Dimostrano qualcosa? Intanto non è ritratto nessun mister X, tantomeno il Babau, né l’uomo nero, benché la piazza sia alquanto buia. Solo luci, solo la vecchia cara piazza e i monumenti. Pure la data non deve essere equivoca né equivocata: benché l’avviso sia stato pubblicato dal Comune a fine novembre, la voce che si stava organizzando un festival del genere già circolava da un pezzo. Questo giornale, per esempio, aveva anticipato qualcosa già il 13 novembre (e non siamo mica dei fenomeni), ed è comunque plausibile che in molti lo sapessero già da prima, magari per averlo sentito in un bar, magari per aver letto il futuro in un fondo di caffè. E’ pure emblematico che l’opposizione, nella sua conferenza stampa di denuncia, mercoledì, non sia riuscita – o non abbia voluto – produrre “prove” come queste.
C’è poi il discorso tecnico. Se una ditta ha intenzione di partecipare ad una gara, dovrebbe avere tutto il diritto di provare prima la logistica e le soluzioni artistiche sul campo. Anche per presentare un progetto il più possibile accattivante rispetto all’eventuale concorrenza. Non ci dovrebbe essere nulla di male, almeno nei luoghi civili. Chi invece intende vedere in questi “allenamenti” qualcosa di oscuro, nonostante siano state fatte in una pubblica piazza, alla luce del sole (anzi della luna), be’, di certo saprà usare queste immagini a conferma delle sue tesi. Fate vobis.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dopo la pistola fumante (le foto), i pistola fumanti e sproloquianti: Filippo Rossi da Trieste e l’ottuso superassessore Barelli.

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