17102017Headline:

Le stoppate? Benvenuti a casa Gori

Esultanza stellina

Esultanza stellina

Prova di forza, consapevolezza, conferme caratteriali, prospettive. Concetti meravigliosi, in questa domenica di pallacanestro viterbese targata Ilco Stella Azuzrra. Cagliari è caduta al PalaMalè (80-59 il risultato fimale) ed è una caduta che fa rumore, perché i sardi erano a punteggio pieno, in testa alla classifica, dove ora rimane solo la Luiss. La Ilco è seconda proprio insieme agli isolani, ma soprattuto ha capito che le premesse e le promesse di inizio stagione sono fondate: questa squadra può arrivare fino in fondo, e arrivarci bene. La prestazione di oggi è stata impeccabile, dopo un primo quarto equilibrato, la fugua decisiva già prima dell’intervallo, poi ulteriori allunghi e controllo finale. In scioltezza (e senza Basili, ancora in panca), due punti che peseranno parecchio di qui a primavera.
Ma andiamo con le pagelle, ché siamo qui per questo.

CHIATTI 8
Il playmaker che tutti vorrebbero avere, da oggi disponibile in una comoda confezione regalo. La sua regìa magari sarà frenetica, ma pure lucidissima. La sua esplosività fisica non si discute, si ama. Quando recupera un pallone in difesa e parte da costa a costa, segnando il canestro del +11 dopo due minuti del secondo quarto, si capisce che la partita ha svoltato davvero. Zitta zitta, chiatta chiatta. Segna 14 punti, e fa tante altre cose, tra cui dodici – diconsi 12 – rimbalzi.

ROSSETTI 7.5
Il compagno di merende. Se Giacomino Chiatti ci mette il pane, lui Tommasino ci mette la nutella, e magari un domani – continuando così – pure il foie gras, come avrebbe detto l’Avvocato. Due triple da commozione, qualche bel rimbalzo, muscoli e dinamite. Segna 13 punti.

BALEANI 6
Alla fine entra pure lui, dopo che qualche ragazzina dalla tribuna ne aveva invocato il nome (sarà per quei capelli ricci). Sulla sirena finale, prova pure il tiro: se fosse entrato, sarebbe crollato il palazzo.

OTTOCENTO 7
All’inizio sembra un Quattrocento, e pure ad un cilindro, poi cresce, quindi dilaga quando c’è da dilagare. Non sarà scenico e scenoso, non volerà ad altezze vertiginose, ma è un duro che sa fare il lavoro sporco. Ci vuole sempre, uno così. Segna 14 punti

Simpatici cartelli al PalaMalè

Simpatici cartelli al PalaMalè

GORI 8
Dominante come Al Pacino in Scarface. Il mondo è suo, almeno la parte all’ombra dei tabelloni. Il suo modo di essere pivot è particolare: non campa di prepotenza come molti suoi colleghi, anche perché non ne ha il fisico. Ma unisce i centimetri a disposizione con una tecnica pulitissima e un’intelligenza notevole. Ad un certo punto, giusto per togliersi lo sfizio, piazza pure una stoppata. E benvenuti a casa Gori (senza Atina Cenci, però). Segna 14 punti.

GIGANTI 7
Sempre bello da vedere, sempre efficace, sempre leader. E’ cresciuto in questa squadra e questa squadra è cresciuta con lui. Ora ne raccoglie i frutti, senza comunque smettere di farsi il mazzo, ma con stile. Sei su nove da due, giusto per far capire che qui si tira solo quando serve. Segna 12 punti.

ROGANI 7.5
Il pupone gioca metà partita, a livelli goduriosi. Servirebbe per far rifiatare San Francesco (Gori), ma alla fine ci prende gusto, e sotto le plance va a caccia di trofei. Sette rimbalzi, due stoppate d’ignoranza, otto punti e tanti applausi. Alla prossima, ci vorrebbe una schiacciata delle sue, chiedono le fans.

BRUNELLI 6.5
Un quarto d’ora, per il brunellino (che non è una contrazione di Brunello di Montalcino). Meno bene dell’ultima in casa contro Calasetta, ma quando si è giovani si pensa a tutto tranne alla continuità. Comunque, una tripla la mette. Segna 5 punti.

MEROI 6
Cinque minuti, una tripla provata e il referto quasi immacolato. Ma ha partecipato alla fiesta, e va bene così.

Altri voti in ordine sparso

Voto 4 agli arbitri, ma mica perché qui ci si vuole accanire. Semmai, perché certe cose proprio non si spiegano. Falli lampanti e il fischio che non arriva mai: se ci fosse la regola del vantaggio, come nel calcio, ci starebbe pure… E uno sfondo fischiato contro la Stella alla fine del primo quarto infiamma il palazzo. Meno male che poi si pensa ad altro…

Voto 6 a Cagliari. Che se la gioca, almeno nel primo quarto, e che non molla anche quando è sotto di 25. Sicuro: a casa loro, al ritorno, ci sarà da sudare. Ma una bella mangiata di ricci al Poetto vale il viaggio.

Voto 4 alla sirena che i tifosi viterbesi fanno suonare allegramente per tutti i quaranta minuti di gioco. Tanto forte che sembra che ci sia stato un attentato al Murialdo, e invece sono solo ragazzi. Ma i timpani, però, sono nostri.

Voto 10 al cartello all’ingresso del PalaMalè: “Chiudere le porte, riscaldamento acceso”. Geniale, tanto il palazzetto è così piccolo… Consiglio per il prossimo cartello: “Tirare l’acqua dopo aver fatto la pipì”.

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