22112017Headline:

Lumi in aria accende la città

Piazza del Comune: albero e palazzo dei Priori

Piazza del Comune: albero e palazzo dei Priori

E luce fu. Nelle piazze e tra la gente, alle sei di un pomeriggio natalizio, tra le famiglie che passano per lo shopping, i clown e i trampolieri che fanno molto Fellini, e zero macchine, perché mezzo centro storico è chiuso, e fortunatamente. E luce fu, nonostante le polemiche di un avviso pubblico discusso (e forse discutibile), i dubbi e le critiche. Che si spengono – o si mettono da parte – quando si accendono i proiettori della prima edizione di Lumi in aria, il festival viterbese che ricalca in piccolo la fete des lumières di Lione. E luce fu, a piazza del Plebiscito, con un ovvio omaggio a Sebastiano Del Piombo: dentro palazzo dei Priori sono esposte la Pietá e la Flagellazione, fuori, sulla facciata, ne sono riprodotte le gigantografie, che scorrono, e si alternano con altre immagini suggestive. Purtroppo lo spettacolo viene introdotto sulle note dei Carmina Burana, musica epica che ormai, francamente, ha scassato i cabasisi a livello universale.
Belle, queste luci. Tutti col naso all’insù, e il cellulare pure, a scattare e flesciare questi giochi di figure e di colori che dureranno fino al 6 gennaio, e dunque ci sarà tutto il tempo per le foto ricordo. Peccato che l’albero di Natale, quello davanti alla Prefettura, sia stato fregato dalla pioggia: la punta è spenta, sfiga boia.
Ancora più splendida è piazza San Lorenzo. Ci si arriva dal buio, ed è come se si entrasse in un grande anfiteatro. A destra, il palazzo papale illuminato di colori diversi. Al centro, il Duomo imponente con le immagini che cambiano, attraversate in alto da una stella cometa che annuncia e passa e tramonta e poi ritorna. E’ uno schermo naturale, e immenso, che toglie quasi il fiato.

Piazza Fontana Grande

Piazza Fontana Grande

Se il Duomo è un cinema moderno e mastodontico, piazza San Pellegrino è una sala d’essai, intima e accogliente, manca solo il fumo denso delle sigarette di una volta. Sulla chiesa scorrono immagini e storie: la Bella Galiana, i bimbi del mondo, alberi e babbi di natale. E sono proprio i più piccoli gli spettatori più affascinati: per loro è come vedere un cartone animato gigante.
Meno belle, e vabbé, piazza del Gesù e piazza San Carluccio, che colorate così sembrano discoteche di provincia, ma senza cuba libre e senza belle ragazze che ballano sui cubi. Da rivedere. Si salva piazza Fontana Grande, con la fontana illuminata a giorno (e senz’acqua) e l’ex tribunale colorato in modo più frivolo. Qui la gente passa con le auto e si ferma in mezzo alla strada per ammirare lo spettacolo: i vigili, inflessibili, fischiano a tutto spiano. Già, anche il traffico chiuso è una bella cosa: vedere piazza della Morte libera, per dire, è una goduria pazzesca per chi crede che le auto, nella città vecchia, non debbano più starci (non solo a Natale, non solo nei week end). E’ evidente però che certi flussi debbano ancora essere perfezionati, tipo la deviazione obbligata a piazza Fontana Grande, che scarica troppo traffico sulle anguste via Saffi e via della Pace: i commercianti sono giustamente incazzati, e la cosa poteva essere spiegata meglio, a loro e ai cittadini. “Ma quella delle luci resta una bella iniziativa”, dicono gli stessi negozianti.

Vigili scatenati a piazza Fontana Grande

Vigili scatenati a piazza Fontana Grande

Altri commenti? A parte i pupi entusiasti di cui sopra, ecco l’architetto Raffaele Ascenzi, già autore della indimenticabile Macchina di Santa Rosa Ali di Luce: “Tutto molto bello”, dice. Qualcuno le ama, altri meno, come un gestore di un locale in pieno centro: “Settantamila euro per questa cosa? Ma che siamo matti”, dice Filippo. Altri ancora si domandano se l’unico modo per far vedere Viterbo sia “coprire” i suoi monumenti con le immagini proiettate. Una contraddizione in termine.
Punti di vista, punti di luce. E luce è stata, mai vista prima da queste parti e perciò da valutare con attenzione nelle prossime due settimane. Di sicuro, il Natale viterbese è già diverso dal passato. Questo è un fatto.

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2   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Chissà che emozione avrà avuto il kaffeinista e vivaviterbicolo di ferro Giuseppe Bernardino (è il tizio bassotto e grassoccio, baffuto e occhialuto, che compare dietro il ducetto Filippo Rossi da Trieste in una moltitudine di foto) quando sono piovuti, così come per miracolo, nelle tasche della di lui consorte 10 mila euro di contributi pubblici gentilmente erogati dalla nuova ammistrazione comunale targata Michelini, Peppe Bucìa, Ugo Salvadanaio Sposetti e Filippo Rossi da Trieste.

  2. sweet italy travel scrive:

    Io non voglio entrare in merito ai colori politici, per questo ci sono altre sedi, ma vorrei commentare l’iniziativa che è carina ed innovativa per la città.
    Perché sputare sempre sulle idee altrui con cattiveria gratuita?
    Se ci sono irregolarità, rivolgetevi alla magistratura, ma non sparate a zero su ogni nuova idea o Viterbo rimarrà sempre troppo ancorata alle idee medievali e continueremo a perdere le opportunità per portare turisti.

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