19012018Headline:

Meglio i costi della politica che la superstrada

Daniele Sabatini

Daniele Sabatini

Si può rinunciare a sette milioni di euro? Si può rischiare di lasciare un cantiere senza certezze sul futuro? Si può rinunciare ad una chiara occasione di sviluppo per il territorio, in barba alle promesse elettorali e soprattutto alla pubblica decenza? Sì che si può, e succede poco prima dell’alba, alle quattro di mattina in consiglio regionale. Protagonisti, alcuni consiglieri regionali viterbesi di maggioranza (Enrico Panunzi del Pd e Riccardo Valentini di Per il Lazio), i quali – insieme al collega civitavecchiese De Paolis – hanno pensato bene di astenersi sulla votazione dell’emendamento proposto da un altro esponente della Tuscia alla Pisana, stavolta però di minoranza, che si chiama Daniele Sabatini e che fa parte del Nuovo Centrodestra.
Un emendamento che in realtà ne accorpa due: totale, 6.9 milioni di euro da destinare al finanziamento della superstrada Orte-Civitavecchia nel tratto da completare (Cinelli – Monte Romano), con la speranza che un domani si arrivi fino all’Aurelia. Sabatini, nelle pieghe del bilancio (l’altra notte si è approvato quello del 2014) aveva trovato altri fondi da mettere sul piatto per quella strada strategica eppure ancora incompiuta. “Circa sette milioni di euro che tra l’altro – spiega lui – avevano copertura dalle spese istituzionali del consiglio”. Cioé soldi da togliere ai costi della politica e da girare per un’infrastruttura utile se non indispensabile al territorio: aspetto non secondario né populista in questi tempi di critiche feroci e di scandali per lo scialacquare denaro pubblico.
“Ci sono gli 11.7 milioni già stanziati dalla precedente giunta regionale – ricorda Sabatini – e per questo i lavori dovrebbero partire già in primavera, anche se l’Anas ancora non ha fatto sapere nulla di ufficiale”. Eppure, l’assessore Refrigeri si è subito affrettato ad annunciare trionfalmente l’apertura del cantiere, anche se quei soldi già c’erano e bastava soltanto metterci la volontà. “Io invece volevo guardare oltre – continua il consigliere – Perché si sa che in Italia non è difficile aprire un cantiere, semmai il difficile viene dopo, quando il cantiere c’è da tenerlo aperto, alimentarlo. Quei soldi sarebbero serviti a dare continuità all’opera, ecco”. Con l’obiettivo di andare avanti, e non di fermarsi a metà, perché la benzina erogata dalla Regione era finita.
Invece, alle quattro di mattina, con l’aula consiliare trasformata in qualcosa di simile ad un bivacco di manipoli, ecco che gli emendamenti di Sabatini vengono rispediti al mittente. Con il voto contrario del presidente Zingaretti (c’è un video che lo ritrae mentre alza la mano con ostentazione quasi imperiale) e le inspiegabili astensioni dei viterbesi Panunzi e Valentini e del civitavecchiese De Paolis (assente la tarquiniese Blasi). Loro, che sono stati mandati alla Pisana in teoria per fare gli interessi degli elettori di questo territorio, hanno ritenuto non essenziale finanziare ulteriormente il completamento della Orte-Civitavecchia.
“Avevo fatto anche un appello nei loro confronti – ammette un Sabatini un po’ deluso e un po’ arrabbiato – Ero disposto a spogliarmi delle bandiere politiche, a condividere con loro l’iniziativa, a firmarla insieme. Per il bene della nostra terra e basta. Invece si sono astenuti, hanno prevalso gli ordini di scuderia. A questo punto avrei preferito che votassero contro, mettendoci la faccia. Così è solo un atteggiamento vergognoso, imbarazzante, mortificante. E’ la vecchia politica che torna con tutte le sue logiche assurde e penalizzanti”. Questo bilancio 2014 Sabatini se lo ricorderà a lungo, e forse se lo ricorderanno anche i viterbesi, specialmente se i cantieri di quel tratto di strada dovessero davvero aprire per poi richiudere.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il Sor Sabatini si mette in posa e dichiara, ma senza il ben retribuito e prestigioso laticlavio la sua vita (anche sentimentale) sarà molto amara.

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