17122017Headline:

Michelini dal ministro Bray a gennaio

Il sindaco e il prefetto

Il sindaco e il prefetto

Un consiglio comunale aperto, ma non troppo, visto che oltre alle autorità e ai volti noti invitati, sono mancate due cose, e non da poco: la cittadinanza e la maggioranza. In questo senso, molto meglio il precedente consiglio straordinario di ottobre, quello per la cittadinanza onoraria a Gigi Proietti: che tiri più il maresciallo Rocca del riconoscimento Unesco alla Macchina di Santa Rosa? Il profano del sacro? La divisa da carabiniere rispetto a quella del facchino? Di questo passo, dove andremo a finire, signora mia.
Comunque. A parte le cravatte dei consiglieri, le alte uniformi della polizia locale, le personalità, alla fine il parlamentino viterbese ha proposto un ordine del giorno secco e perentorio. Che impegna la Giunta a intraprendere atti e iniziative, in linea con lo spirito Unesco, per la salvaguardia della bella tradizione nostra; e di incrementare i rapporti con le città di Nola, Palmi e Sassari (altre sedi di trasporti delle grandi Macchine a spalla), magari attraverso gemellaggi, per ottenere in sinergia altri traguardi in campo artistico, culturale, turistico ed ecomico. E così sia.
Ma si diceva dell’assenza della maggioranza. Intanto, va detto che l’assemblea non avrebbe avuto valore se la minoranza non avesse mantenuto il numero legale. Onore a tutti, da Forza Italia al Cinque stelle. Perché dall’altra parte, pur nel casino dei banchi concessi ad ospiti e invitati, in molti hanno marcato visita: dal capogruppo del Pd Serra, alle consigliere Mongiardo, Minchella, Boco, fino a Volpi e Taborri. Due banchi vuoti pure in Giunta: Alessandra Zucchi e Tonino Delli Iaconi, che pure fa un salto nel finale. Non una bella figura, per la squadra di Michelini (che invece, stoicamente, s’è ciucciato tutta la discussione senza battere ciglio), con l’impressione invece che sia la passata amministrazione, quella di Giulio Marini, a sentire più “suo”, questo riconoscimento (per quanto lo possa essere un fatto di rilevanza così internazionale). E infatti, oltre all’ex sindaco e ai consiglieri in carica, c’erano parecchie conoscenze, trombate alle ultime amministrative o non ricandidate: la Russo, Porciani, Marcosano, Milioni. C’era anche Chicco Moltoni, che nel 2006 firmò il protocollo di Nola, da dove tutto ebbe inizio: allora era assessore di centrodestra, oggi è consigliere di centrosinistra, sempre in maggioranza. Come passa il tempo, signora mia.

L'intervento del rettore

L’intervento del rettore

Il sindaco, introducendo, ha dato una notizia: il 12 gennaio prossimo Michelini sarà insieme ai primi cittadini delle altre tre città dal ministro Bray, per stabilire un modo comune per festeggiare il riconoscimento. Prende corpo, insomma, l’ipotesi del Trasporto eccezionale in tarda primavera (la chiameremo Fiore di maggio?), anche se prima bisognerà trovare i soldi, e chissà che proprio da Mibac non arrivi qualche euro sempre buono. Intanto, i consiglieri presenti fanno sapere che il loro gettone di presenza (30 euri, ad occhio), per una volta non lo imberteranno ma sarà devoluto alle clarisse della Santa nostra.
Poi gli interventi della autorità. Col vescovo Fumagalli che ha mandato il segretario, don Luigi Fabbri, perché impegnato in varie feste religiose, evidentemente più incalzanti di Santa Rosa. Il rettore Ruggeri arriva, parla e se ne va. Il prefetto Scolamiero invece c’era, e si è presa ironicamente pure un po’ di merito: “Quando i facchini mi hanno detto che c’era in ballo questa cosa, qualche tempo fa, ho detto loro di stare tranquilli. Perché io porto fortuna”. Ha parlato anche il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, la cui immagine negli ultimi giorni è “leggerissimamente” sovraesposta.

Poi è stata la volta dei costruttori e progettisti delle ultime Macchine (Luigi, il figlio di Zucchi, Contaldo Cesarini, che lascerà ai figli, la vedova di Rosario Palazzetti, Angelo Russo e altri). Raffaele Ascenzi ha proposto, con un pizzico di narcisismo di fare un referendum tra i viterbesi per scegliere la Macchina dell’eventuale Trasporto eccezionale: è pacifico che la sua Ali di luce stravincerebbe a mani basse.

Nello Celestini

Nello Celestini

Ma il momento memorabile – perché anche in un consiglio comunale può esserci un momento memorabile – lo ha regalato Nello Celestini, 88 anni, fondatore del Sodalizio. Si è alzato in piedi, sfoggiando la cravatta della tribù, e con le sue parole ha fatto sciogliere persino i cuori di pietra di questi nostri politicanti di provincia, avvezzi a ogni trucchetto: “Abbiamo iniziato che non avevamo niente. Non tutti in consiglio comunale erano d’accordo sulla nascita del Sodalizio: sono venuto qui più volte, a chiedere e insistere. Per ogni riunione mettevamo mille lire ciascuno, coi primi soldi abbiamo comprato una macchina, ma non di Santa Rosa: una macchina per scrivere, e usata. Il sacrificio dei facchini deve essere rispettato sempre, perché sono loro ad andare sotto la Macchina, sono loro ad essere sempre presenti, e non hanno mai chiesto nulla in cambio, se non l’amore della loro Santa. Ormai sono nel finale della mia carriera, ma grido ancora evviva Santa Rosa, evviva il Sodalizio”. L’aula sordida e bivacco di manipoli incravattati, per una volta, si è abbandonata in un lungo applauso che è un abbraccio e un inchino. Magari all’Unesco non conoscono di persona uno come Nello, ma hanno capito benissimo che dietro la Macchina ci potessero essere persone così. Uniche, vere. E viterbesi.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Speriamo che la santa faccia un altro più decisivo miracolo: l’estromissione degli esiziali vivaviterbicoli di Philip Red from Trieste dalla maggioranza.

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