16122017Headline:

Pure sulle rocce c’è il caos normativo

Roberto Troncarelli

Roberto Troncarelli

Rocce e terre da scavo tra caos normativo e necessità di un “riciclo” virtuoso. Dal 21 agosto 2013 è nuovamente cambiata la legislazione nazionale di riferimento per utilizzare come sottoprodotti i materiali da scavo di tutti i cantieri e per migliaia di imprese edili, polmoni imprenditoriali del Lazio e del Bel Paese, il rimescolamento normativo ha portato difficoltà di interpretazione e disorientamento diffuso, anziché semplificazioni e certezze nelle procedure. In che modo la destinazione di riutilizzo delle rocce e terre da scavo sarà corretta, certa e determinata? In che modo l’utilizzo non comporterà rischi per salute e ambiente rispetto alle normali materie prime? Come la nuova normativa persegue obiettivi di rispetto del paesaggio, salubrità dei processi e snellimento burocratico? Queste alcune delle domande che si pongono cittadini e addetti ai lavori. Domande a cui l’Ordine dei Geologi del Lazio tenterà di dare risposte chiare e precise in occasione del convegno istituzionale “Terre e rocce da scavo: normativa, procedure tecniche e autorizzative, aspetti gestionali”, che si svolgerà oggi dalle ore 15 al palazzo dei Papi – sala Alessandro IV, in piazza San Lorenzo.
“La necessità di fornire agli operatori del settore uno strumento funzionale a una corretta applicazione della norma sulla gestione di terre e rocce da scavo – dice il presidente dell’Ordine dei Geologi Lazio, Roberto Troncarelli – ha suggerito l’opportunità di organizzare una giornata di aggiornamento, nella quale verranno presentati anche casi reali di applicazione delle procedere introdotte”. Tale opportunità nasce alla luce delle recenti modifiche normative che hanno costretto liberi professionisti, imprese e funzionari pubblici addetti – Arpa Lazio, Comuni e Province – a reimpostare le modalità di elaborazione e valutazione delle procedure gestionali dei materiali. Realtà che tira in ballo il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute collettiva. “Lo scopo – continua Troncarelli – è fornire una chiave per un corretto orientamento, a chi “lavora” nel settore, nell’ambito di un quadro normativo articolato e talora di dubbia interpretazione e consentire il reale perseguimento degli obiettivi di salubrità del territorio”.

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