20102017Headline:

“Troppi organizzatori, pochi operatori”

Antonio Lanzetti

Antonio Lanzetti

Quelli del “Sole 24 Ore” amano stilare classifiche. Probabilmente hanno parecchio tempo. Comunque, in una di queste giurerebbero che la gente di Viterbo quando sta male preferisce far fagotto e andarsi a curare altrove. Fuori provincia. Siamo al sessantottesimo posto per quanto riguarda i servizi sanitari. Con l’attenuante che nel 2012 si era tre scalini più in basso. E l’emigrazione ospedaliera ci vede centotreesimi su centodiciassette. Il dato che ci inchioda è rappresentato da quel 22.50% di persone che, come detto, scappano di fronte ai camici bianchi.

Preso atto della notizia, ci si interroga sul perché. Il Sole non lo dice. Quindi è il caso di approfondire da soli. Magari attraverso le parole di un guru del posto. Il neurologo nonché psichiatra, dottor Antonio Maria Lanzetti. “Diciamo subito che occorre fare una distinzione tra organizzazione e operatori – chiarisce il presidente dell’ordine dei medici – Sennò invece di informare si crea confusione”. Ok. Separazione fatta. Partiamo dai gradini più bassi (o meno alti) della scala. “Medici, dottori, infermieri e in genere tutto il personale, sono professionisti preparati a dovere – prosegue – adeguati per il bacino. Con punte di eccellenza. E chiaramente con qualche guastafeste, come in qualsiasi realtà”.

Perfetto. Note dolenti, la stanza dei bottoni. “Conosce un primario che non ha una tessera politica in tasca? – domanda secco – Io no. In ospedale non ci sono toner. Mancano le pomate. I pazienti sono stipati nei corridoi. Poi però i dirigenti fioccano. Gli ‘organizzatori’ crescono nei numeri e negli stipendi. Qualcosa non torna”.

E in effetti mentre usciva la lista del Sole si teneva la conferenza di servizi Asl all’interno dell’Università della Tuscia. Dove si illustravano le criticità e magari anche le chiavi per uscirne. “Peccato che noi, e anche gli infermieri, nemmeno siamo stati invitati. E non ne faccio una questione di guerre interne. La mano destra deve sapere ciò che fa la sinistra, sennò non si va avanti. Dentro quelle strutture ci finiscono anche i nostri parenti, se non noi stessi”.

A sentirla così pare che Viterbo sia un po’ una piccola Roma. Impelagata in sprechi, scandali e acqua alla gola. “Non per niente le due ultime gestioni sono capitoline – taglia corto – fermo restando che quella di casa non è che abbia dato grossi risultati”. Però la nuova dirigenza pare accorta, stando a fonti interne. “Pare – chiude Lanzetti – Diamogli tempo. Per Natale l’albero si addobba in pochi minuti. E’ quando si tratta di smontarlo che tutti spariscono”.

E buone feste, a questo punto. D’altronde siamo ben trentaquattresimi in quanto ad ordine pubblico, nonostante il traffico ed il parcheggio selvaggio di questo periodo.

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