16122017Headline:

Villa Rosa: la Cgil chiede aiuto alla Regione

Antonella Ambrosini (Cgil)

Antonella Ambrosini (Cgil)

La Cgil Funzione pubblica di Viterbo ha inviato alla Regione una comunicazione, per informare il massimo organo che si occupa di sanità  di come una gestione dilettantistica dei dirigenti, che ormai da più di un anno si occupano di risollevare le sorti di Villa Rosa, ha gettato la struttura nel caos più completo.

“Questi sedicenti amministratori – scrive la segretaria Antonella Ambrosini – non solo non hanno risanato nulla dal punto di vista economico, giacché le uniche cifre risparmiate sono quelle che gravano sulle spalle dei lavoratori, (quest’anno per la prima volta non è stata erogata le tredicesima) e sulla qualità delle prestazioni assistenziali erogate ai pazienti ricoverati. E questo è talmente vero che anche i familiari, nonostante i vari solleciti, ovviamente non accolti dalla proprietà, per farsi ascoltare hanno  iniziato a utilizzare la stampa”.

Ambrosini ripercorre la storia della crisi della struttura. “Questa Armata Brancaleone – afferma – ha avviato in data 8 aprile 2013 la procedura per il licenziamento collettivo, dichiarando 70 esuberi di personale e 2 milioni di euro l’anno di perdita economica. Nei numerosi e estenuanti incontri con i sindacati non hanno mai voluto prendere in considerazione il fatto che gli esuberi che loro dichiaravano erano inesistenti e sono andati avanti con la riorganizzazione della struttura; l’Hospice che assiste i malati terminali è stata una delle unità che ha subito di più in termini di riduzione di personale. Poi finalmente, Babbo Natale è arrivato anche a Villa Rosa (un po’ in anticipo), anche se non è vestito di rosso e non ha la barba, ma ha le sembianze della Ausl di Viterbo. A seguito di una visita ispettiva del 10 ottobre scorso infatti la Ausl, il successivo 20 novembre inviava una comunicazione avente per oggetto: prescrizioni per carenza di personale casa di cura Villa Rosa. Che tradotto significa non solo che non c’è nessun esubero di personale e quindi non può essere fatto nessun licenziamento, ma che per avere tutti i posti letto accreditati e quindi pagati dalla Regione si dovevano assumere altri lavoratori, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della comunicazione”.

Purtroppo però non è accaduto nulla. “Visto che il termine dato dalla Ausl risulta essere scaduto – scrive ancora Ambrosini – e avendo avuto notizia di un incontro tra i rappresentanti della casa di cura e la Ausl, in cui quest’ultima ha ribadito ciò che aveva messo per iscritto, ora la Regione dovrebbe fare la sua parte”.

La conclusione: “La Cgil ha chiesto che qualsiasi procedura di licenziamento collettivo avviata dalla casa di cura non venga accettata. Nei prossimi giorni informeremo tutti i consiglieri regionali del territorio, di maggioranza e opposizione, perché seguano più da vicino quali sviluppi avranno le richieste della Ausl in merito alla richiesta di messa a norma, attraverso l’assunzione di altro personale. Chissà se la Befana sarà generosa”.

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