11122017Headline:

Agricoltori, l’Europa si mette di traverso

Mauro Pacifici e Andrea Renna

Mauro Pacifici e Andrea Renna

Dunque, la faccenda è assai contorta. E di sicuro c’è solo che circa millecinquecento imprenditori (neo-imprenditori) rischiano grosso. Cioè, potrebbero chiudere baracca e burattini pur avendo aperto da poco. Proviamo a capire il perché. Si parte dal Psr laziale, che non è la sigla d’una squadra di calcio bensì il Piano di sviluppo rurale regionale. Al suo interno ci sta la cosiddetta “misura 112” (nulla a che fare coi Carabinieri), che concede il sostegno (in pratica fondi) per l’insediamento dei giovani agricoltori. Quelli citati in apertura. A questo punto subentra la regola dei “18 mesi”, in base alla quale ogni singola decisione a riguardo deve essere adottata dalla Regione entro appunto un anno e mezzo dall’insediamento. E qui il giallo s’infittisce ad opera del contenzioso tra la Regione stessa e la Commissione europea, rea di aver inguaiato un folto numero di persone. Tutte quelle che, in sostanza, si erano adoperate ad avviare la propria azienda sapendo di poter contare poi sul contributo.

C’è qualcosa che non torna. Bruxelles chiede di tener fuori dalla mancetta coloro i quali non hanno almeno i “18 mesi” di curriculum. Allo stesso tempo però un pre-bando regionale aveva spalancato le porte al finanziamento e rassicurato tutti. “Appunto – dice il presidente Coldiretti Mauro Pacifici – Chiediamo un riesame globale. E lo chiediamo ad entrambe le parti. Sono in gioco non solo risorse per 50 milioni di euro, di cui oltre la metà ancora da erogare e oggetto del suddetto stop, ma principalmente il destino di centinaia e centinaia di imprenditori che contano sul premio di 40mila euro da utilizzare come volano per la realizzazione della propria azienda”.

Il successo del Psr quindi rischia di essere vanificato dai Palazzi europei. O è stato forse approssimativo (se pur non volutamente) il comportamento della Regione? Tale interrogativo però non sembra rappresentare il punto cardine per Coldiretti, che preferisce concentrarsi sulla difesa dei suoi associati. “Speriamo che la questione venga risolta velocemente – stavolta prende parola il direttore Andrea Renna – Altrimenti saremo costretti ad intervenire attraverso un’azione legale collettiva che permetta di esercitare il diritto di acquisto con l’atto di concessione. Tanto più che l’erogazione non dipende certo dal mancato adempimento degli agricoltori. Che senza dubbio hanno intrapreso un cammino in linea con quanto stabilito in partenza”.

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2   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Una domandina semplice semplice: perché continuare a sovvenzionare l’agricoltura? Altra domandina semplice semplice: la crisi esiste per tutti tranne che per la categoria (storicamente protetta dal regime) degli agricoltori?

  2. pascal91 scrive:

    La questione è piuttosto complessa: storicamente l’agricoltura è sovvenzionata a livello europeo sia per il suo ruolo “strategico”, in quanto produce beni di prima necessità, sia per impedire l’abbandono delle terre agricole a causa della bassa redditività del settore agricolo in sè. Credo che in questo caso il pasticcio vero lo abbia fatto la Regione che non ha rispettato i parametri dell’UE (che è poi quella che eroga effettivamente i fondi).

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