25112017Headline:

Calcagnini, un vero segretario da caserma

merloQuelli che a volte ritornano a ripercorrere antiche sciatterie espressive e ancora non hanno capito che non è un bel vedere per chi legge.

Quelli che, per fare un esempio recente, che si chiamano  Stefano Calcagnini, segretario dell’Unione comunale del partito Democratico,  che ha presentato i nomi della nuova segreteria, “facendo seguito all’impegno assunto nell’ambito della prima assemblea dell’unione comunale del Pd di Viterbo, a dimostrazione della volontà di archiviare e superare velocemente la fase congressuale che si è da poca conclusa, dopo aver opportunamente verificato e ponderato, di quali energie e di quali contributi potevo avvalermi”, onde per cui ha “ritenuto opportuno procedere alla nomina”.

Quelli che, come il Calcagnini medesimo, spiega che “trattasi di una segreteria ristretta e rappresentativa delle diverse sensibilità presenti all’interno del Pd, allo scopo non soltanto di completare l’assetto organizzativo dell’unione comunale del Pd di Viterbo, ma anche e soprattutto, per portare tutti quanti insieme, il nostro prezioso contributo, di idee e di azioni, nel segno di una fattiva partecipazione e collaborazione alle scelte future dell’amministrazione comunale di Viterbo, dopo il fallimento dell’esperienza ventennale di governo del centrodestra”.

Quelli che, alla fine della predetta arrancante prosa, finalmente elencano i componenti di diritto: Paris Antonella (Presidente Assemblea Unione Comunale PD); Ciorba Lorenzo (Tesoriere Assemblea Unione Comunale PD); Fabbrini Aldo (Presidente Assemblea Provinciale PD); Ciambella Luisa (Vice Sindaco Città di Viterbo), Serra Francesco (Capogruppo PD Consiglio Comunale); Ricci Alvaro (Primo Segretario Unione Comunale PD), ai quali si  aggiungono i seguenti componenti della segreteria dell’unione comunale del Pd di Viterbo: Gasbarri Giorgia, Bellocchio Aldo, Cuboni Marco, De Santis Franco, Ferrante Maria, Mancini Carlo, Manini Elisabetta, Rizzello Antonio”.

Quelli che dovrebbero spiegare all’ottimo e volenteroso Calcagnini, che, ammesso una tantum l’abuso di maiuscole come se piovesse, un tempo molto lontano solo nelle caserme era in uso declinare le generalità delle persone dichiarando, sia per iscritto che oralmente, prima il cognome e poi il nome.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Anche nelle caserme dei Carabinieri era, ed è ancora, in uso declinare prima il cognome e poi nome. Chissà che prima o poi Calcagnini e peppebucìardi vari non si ritrovino a frequentarle, e non per motivi professionali, le suddette caserme…

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