17122017Headline:

“Vescovo, se ci sei batti un colpo”

Il vescovo Fumagalli

Il vescovo Fumagalli

Quelli che vogliono il registro delle coppie di fatto adesso cambiano strategia. Perché dopo aver annusato l’aria che tira, la contromobilitazione delle associazioni cattoliche, l’ostruzionismo di certi pezzi di maggioranza in consiglio comunale, è arrivato il momento di andarte a bussare alla porta del rappresentante della Chiesa in città. Cioè dal vescovo Lino Fumagalli, al quale Arci cultura lesbica e Solidarietà cittadina – le due realtà che più si sono spese in questa battaglia di diritti e di civiltà – hanno chiesto un incontro.
“Per dissipare ogni dubbio e capire la sua posizione in questa faccenda”, spiegano loro, indomiti e comunque speranzosi che, di fronte ad una chiamata pubblica, il vescovo non si tiri indietro. Speranza tutta da verificare, se è vero che finora la Curia ha imbastito un gioco di sicuro poco chiaro. Ricapitoliamo allora le tappe di questo percorso, che si svolge su un doppio binario: quello politico, perché l’istituzione del registro faceva parte del programma della coalizione che ha portato Leonardo Michelini a palazzo dei Priori, e quello giocoforza religioso, tra la stessa Curia e la pletora di associazioni cattoliche o paracattoliche che con piazza San Lorenzo agiscono di sponda o forse ne sono addirittura eterodirette.
Siamo a novembre, quando nella sede della stessa Curia si tiene un incontro organizzato dal Consiglio dei fedeli cattolici. Partecipano alcune associazioni (a partire dall’Azione cattolica e dall’Acli) ma anche lo stesso sindaco, l’assessore Fabrizio Fersini e alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza.
Il mese successivo tocca alle stesse associazioni iniziare la loro campagna contro il registro: una moral suasion che si estende presto ad alcune parrocchie del capoluogo e delle frazioni, che cominciano a raccogliere firme, naturalmente contro. Tutti promotori di queste iniziative si affrettano a proclamare la loro “autonomia” dalla Curia, ed è per questo in fondo che le associazioni Arci lesbica e Solidarietà cittadina ora chiedono chiarezza al vescovo: “Noi siamo persone oneste abituate a combattere alla luce del sole – scrivono Emanuela Dei e Franco Marinelli nella lettera di invito a Fumagalli – Abbiamo fatto una campagna pubblica raccogliendo firme in mezzo la gente. Inoltre, siamo stati sempre disponibili a un confronto con chiunque. La religione non è una coperta che ognuno può cucire e scucire a seconda dei propri bisogni. La religione è una cosa seria e lei è il rappresentante dei cattolici nella nostra città”.
E il vescovo? Non parla, e quando lo fa, l’ultima volta ieri sollecitato da un quotidiano locale, risponde con la prima persona plurale, giusto per stare al passo coi tempi: “Su questa faccenda ci siamo già espressi”.
C’è chi, invece, giustifica la petizione contro il registro delle coppie di fatto con ragioni di dubbia utilità, anzi inutilità: è il caso di Carla Vanni, coordinatrice del comitato provinciale Sì alla famiglia (evidentemente quella tradizionale e sposata), che snocciola numeri e dati per convicere i viterbesi e forse il mondo che in quei Comuni che hanno già approvato il provvedimento il registro “non ha avuto successo”. Come se fosse un disco di Gigi D’Alessio, che deve avere successo per forza. Mentre Sel, per bocca di Umberto Cinalli, invoca l’approvazione del registro non solo per i diritti delle coppie omosessuali, ma anche per quelle etero e per i loro bambini.
Intanto, giovedì prossimo in sala del Consiglio a palazzo dei Priori, la commissione del Comune ascolterà le proposte delle varie associazioni: un giorno solo di dibattito, quando ne erano stati previsti tre. E una sola certezza: tra cattolici, talebani, associazioni varie sono garantiti fuochi artificiali. Chi controlla le rispettive micce (prelati o politici) ha già l’accendino in mano e aspetta solo il bum.

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2   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Nessuno stupore: lo schema è sempre lo stesso, dai tempi del referendum fino a quest’ultima demenziale polemica sulle coppie di fatta. La chiesa, non s’illudano gli ingenui, per cambiare ha bisogno di secoli e sconfitte.

  2. Giorgio Molino scrive:

    [PDF] Delibera 28 (1.56 MB) – Comune di Viterbo
    http://www.comune.viterbo.it/flex/cm/pages/…/L/…/BLOB%3AID%3D4964‎

    Un caso di omonimia o si tratta proprio della carneade vandeana?

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