21082017Headline:

I rifiuti romani puzzano sempre di più

Giammaria Santucci

Giammaria Santucci

Rischia di diventare un bel, anzi un brutto pasticciaccio (peggio di quello di via Merulana, venuto fuori dalla penna di Carlo Emilio Gadda) quello dei rifiuti romani arrivati, o meglio “abbancati”, nella discarica viterbese di Monterazzano all’insaputa del sindaco e del Comune di Viterbo (come si sapeva fino a due giorni fa) o con l’amministrazione comunale perfettamente cosciente dell’operazione (come giovedì scorso si è venuti a sapere in consiglio comunale).

Fatto è che la bomba è esplosa e l’opposizione non ha alcuna intenzione di mollare la presa, nonostante la reazione un po’ stizzita del primo cittadino, che ha affidato ieri pomeriggio a una nota firmata “L’amministrazione comunale” la sua replica (vedi articolo correlato).

A supporto di Chiara Frontini, che ha la responsabilità (o il merito?) di aver acceso la miccia, ecco che scende in campo Giammaria Santucci, leader di Fond’Azione.

Consigliere Santucci, alla fine si è venuto a sapere che i rifiuti di Roma, in realtà, restavano a Viterbo. E che il Comune sapeva. Merito della minoranza, che ha ottenuto le carte e le ha portate in consiglio?

“L’evidenza non si discute. Ma a questo punto mi chiedo: o il sindaco è stato un po’ leggerino, oppure non ha detto la verità”.

In che senso?

“Cito dalla lettera del prefetto Sottile: ‘come da accordi telefonici’. Ecco: cosa si sono detti in questa telefonata? E a Michelini non è sembrata comunque strana, la suddetta telefonata?”.

Una telefonata allunga la vita, diceva quello.

“Ma se l’accordo per il Tmb, il trattamento meccanico biologico a Casale Bussi era in vigore dal gennaio scorso, non è curioso che Sottile a settembre abbia chiamato per chiedere la disponibilità dell’abbancamento? E lui gli ha detto sì così, a cuor leggero?”

Domande?.

“Domande che mi riservo di fare nel prossimo consiglio. Perché la chiarezza è doverosa, in una questione così importante per tutti i viterbesi”.

Altri dubbi?

“Mi chiedo: anche se fosse ingenuità, e non abbiamo motivo per credere che non lo sia, cosa pensava il Comune? Che questo giro turistico della monnezza, da Roma a Casale Bussi a Monterazzano e poi speriamo ancora a Roma, lo pagava Pantalone? Chi lo ha pagato? Quanto ci è costato?”.

Dice che avrebbero fatto dei controlli.

“Dice. Avevano promesso che avrebbero inviato la polizia municipale per gli esposti. Sono stati fatti? Ci facciano sapere”.

Certo che il Comune ha sempre negato di essere a conoscenza del “regalino” dei rifiuti romani…

“Mah. Quello che mi stupisce semmai è l’atteggiamento di indifferenza, di passività, tenuto da Michelini e da palazzo dei Priori”.

Si poteva fare di più?

“Ma certo. Possibile che il Comune di Viterbo, appresa la notizia più o meno con ritardo, non abbia pensato di fare un minimo di opposizione legale? C’è il ricorso al Tar, sessanta giorni di tempo, oppure il ricorso straordinario al presidente della Repubblica. Prassi normali, che altrove le amministrazioni hanno fatto e fanno di continuo. Qui, invece, nessuno ha protestato nelle sedi opportune, eppure ci stava piovendo addosso la monnezza di Roma…”.

Forse erano impegnati con la gestione della differenziata.

“Ecco, la differenziata. Bisogna sapere che per quanto i viterbesi si stanno impegnando per dividere i loro rifiuti e seguire le regole, tra mille difficoltà, tutto lo spazio risparmiato in discarica potrebbe venire occupato dai rifiuti in arrivo da Roma. Purché non si superi il limite fissato, dice la legge: se noi stiamo attenti a occupare meno posto, ci mettono la monnezza degli altri…”

Di conseguenza?

“A questo ritmo, la discarica di Monterazzano rischia di riempirsi prima del previsto, diciamo entro un anno. Non è infinita, del resto. E allora bisognerebbe chiedere l’ampliamento. Domanda: chi ci va a chiedere l’ampliamento, di questi tempi, e con tutti gli scandali sulle discariche e monnezze che impazzano a Roma e dintorni?”.

Già, chi ci va?

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Al di là dello sgomitarsi di Santucci e della Frontini per occupare un posto al sole nel nuovo centrodestra che verrà (veteroberlusconiano o neodemocristianalfaniano che sia), c’è da giurare che gli affari sporchi che girano intorno alla monnezza non lasceranno lindo quasi nessun raggruppamento politico. Cari politicanti di tutte le tinte, se Cerroni parla altro che Tangentopoli!

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