26092017Headline:

Il Pd e quelle nomine da cani sciolti

Stefano Calcagnini

Stefano Calcagnini

Che spettacolo: litigano a tutto spiano. Quelli del Pd locale, forse per non essere da meno dei colleghi nazionali, in questo periodo hanno dato fuoco alle polveri. Che non erano umide, ma evidentemente tenute nascoste in un posto ben asciutto.
L’ultima bega della serie arriva dalle nomine nei consigli di circoscrizione, quelle piccole assemblee che serviranno a tenere in contatto le frazioni col governo centrale del Comune. Sono stati definiti l’altro giorno in consiglio: in ognuno di questi organi il Pd ha due terzi dei membri della maggioranza, due su tre, insomma, nei cinque strapuntini totali. E subito è sbottato il segretario dell’unione comunale del Partito democratico, Stefano Calcagnini: “Le nomine effettuate dal gruppo consigliare del Pd non corrispondono alle indicazioni arrivate dal partito, anzi hanno proprio disatteso i suggerimenti, in modo deliberato e cosciente”.

In pratica: il Pd (di via Polidori) ha dato una linea e il Pd (di palazzo dei Priori) ha fatto completamente di testa sua, scegliendo altre persone da mettere nei consigli. A Bagnaia, a Grotte Santo Stefano, a Roccalvecce e a San Martino al Cimino.
Guai, però, a tacciare il Pd comunale di aver fatto pressioni, come ai bei tempi del centralismo democratico: “Personalmente ho fatto solo il notaio – assicura Calcagnini – Ho assistito alle riunioni del Pd nelle varie frazioni, alla discussione, alle proposte. Dopodiché ho registrato le volontà degli iscritti e ho parlato col capogruppo in Comune Francesco Serra. Poi però ho visto che le nomine sono state diverse”. Cioè, i consiglieri avrebbero ragionato autonomamente, oppure avrebbero agito da cani sciolti? Calcagnini se lo chiede: “Certo, non pretendiamo ubbidienza cieca e incondizionata, però le linee politiche di solito le decide il partito – fa notare il segretario – Queste invece sono state nomine non concordate, e se vogliamo anche un po’ autoreferenziali”. Non sarà mica che i renziani in Comune (Serra e compagnia bella) hanno fregato i fioronian-egidiani dell’apparato (Calcagnini e soci)? “Mi auguro proprio di no – replica pronto il segretario – perché altrimenti anche lo stesso Renzi, un domani, potrebbe aspettarsi qualche giochino del genere, ai suoi danni stavolta, in Parlamento (per esempio sulla riforma elettorale, ndr). Comunque, le regole devono essere condivise da tutti, e credo che una cosa del genere non si ripeta più: ho avuto anche delle rassicurazioni in questo senso”.

ArduinoTroili

ArduinoTroili

Per sentire l’altra campana, vale la pena fare uno squillo ad Arduino Troili, il battagliero consigliere delegato alla frazione di Bagnaia (“E anche a La Quercia”, scherza lui). Il quale tira fuori una massiccia dose di buonsenso: “Le indicazioni del partito? Non contano sempre – dice – Bisogna piantarla di privilegiare gli iscritti e quelli con buoni santi in paradiso. Personalmente, ho creduto più logico che fossero nominate quelle persone che si sono spese realmente per il territorio, per la frazione, e che possono assicurare lo stesso impegno per il futuro, al di là della militanza propriamente detta nel Pd. Bisogna aprire alla società civile e io, già in campagna elettorale, mi sono accorto chi aveva a cuore i problemi della zona e ho deciso che meritasse una chance in questo organismo. Lo stesso credo che abbiano fatto altri colleghi nelle altre frazioni. Con questo, non vuol dire che i nuovi consiglieri di circoscrizione non si rapporteranno col partito, ci mancherebbe. Ma qui parliamo di realtà delicate, con mille problematiche: Bagnaia non è un quartiere, è un borgo che è stato anche un Comune…”

Questa la polemica del giorno, che rischia pure di essere inutile, visto che i consigli di circoscrizione nominati sarebbero illegali, perché così come sono stati composti non tengono conto delle quote rosa, previste dall’articolo 3 dello statuto. Se fosse così, altro spettacolo in arrivo.

Il Pd, comunque, non resta con le mani in mano, e già accarezza un altro scazzo interno, tra le consigliere Troncarelli e Minchella. La prima avrebbe fatto sua un’idea della seconda, la proposta sulle infermiere di quartiere. Sparate pure sulla Croce rossa, ma non sulle crocerossine, sennò Candy Candy si mette a piangere.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il PD litiga? Ordinaria amministrazione.

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