25092017Headline:

Libreria del Teatro, addio

libreria teatro (1)Fuori fa freddo. È piovuto negli ultimi giorni e l’umidità penetra nelle ossa. È buio. Due cascate di luci natalizie ravvivano quanto basta le arcate del locale. La musica che ne esce è quella di un sassofono jazz. Entrando invece predominano il bianco nelle pareti ed il crema sugli scaffali. Pile di libri immobili presentano un tagliando con percentuale di sconto da capogiro. La gente di passaggio osserva in religioso silenzio. Saluta distinta e se ne va. L’atmosfera è malinconica. Surreale. Ma stranamente piacevole.

Quanto appena descritto potrebbe tranquillamente essere l’incipit di un romanzo noir. Ed invece si tratta di piazza Verdi, Libreria del teatro. Un tassello culturale viterbese, attivo dal 2008, destinato a chiudere i battenti a breve. Il “fuori tutto” sull’uscio non lascia alcun dubbio. “Una decisione sofferta – dice la proprietaria, Giusy Altieri – E’ un anno intero che ci penso. Ma anche una scelta inevitabile. Prima o poi doveva succedere. Non mi è possibile andare avanti”.

Quando scompare una bottega di questo tipo ci si interroga sempre sul perché. “Il mercato è fatto così – prosegue – La grande distribuzione ha messo il cappio. La crisi lo ha stretto. E Internet ha contribuito a due mani nel soffocarci”. Da un lato quindi i centri commerciali, che (s)vendono testi a bassissimo prezzo. Facile, quando se ne possono ordinare a tonnellate. Dall’altro la rete, che in primis attraverso gli ebook rende fruibile e immediato l’acquisto a due spicci. Inoltre mette tanta (troppa) voglia di bighellonare e poca di sfogliare pagine utili. Ma non solo. “La cultura andrebbe difesa – stavolta la Altieri entra nello specifico – Non mi sembra però che la politica sia disposta a darci una mano. Non vendiamo beni di prima necessità, anche se per molti lo sarebbero pure. E in tanti sono costretti a rinunciare per questioni economiche”.

C’è poi l’aspetto locale. Quanti libri si comprano a Viterbo? “Non credo che siamo una provincia meno desiderosa di conoscenza di altre – chiarisce – tant’è che il settore soffre nell’intero Stivale. Certo si potrebbe invogliare il cittadino con sistemi alternativi. Noi ad esempio avevamo creato un vero e proprio contenitore. Un angolo bar, possibilità di pasteggiare. Presentazioni, incontri con autori. Concerti. Poi però arriva il momento di farsi due conti. Tasse, affitti, bollette. Non ci si riesce più. Si è tentata anche la creazione di un consorzio tutto viterbese. E la burocrazia ci ha bloccati. Quindi basta”.

Ed ora? Mica si può abbandonare un progetto partito nel lontano ’92. “Sto al terzo spostamento – ci scherza sopra – E’ vero che non c’è due senza tre… Ma stavolta saremmo a quattro. Devo riposare. E a bocce ferme capire come reinventarmi. Nel mentre ringrazio gli amici, che passano non solo per prendersi qualche titolo buono ma anche per salutare con affetto”.

E noi ci uniamo. Però con un “arrivederci”. Che magari è meno triste e auspica ad una prossima riapertura.

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28   Commenti

  1. Leo Viterbium scrive:

    Ha ragione sulla concorrenza spietata che subiscono le librerie, e ha ragione sul fatto che l’intero Paese è strangolato dal parassitismo usuraio di caste privilegiate. Dispiace davvero che una libreria (ennesima) chiuda, auguri alla signora .

  2. pascal91 scrive:

    Andai prima delle feste natalizie per comprare un libro di Flaiano e qualche Millelire della stampa alternativa: non avevano nè l’uno nè l’altro, in compenso c’erano pile e pile del libro di loretta goggi e di quello della camusso… sarebbe cultura questa?

  3. Giorgio Molino scrive:

    Che ce frega delle librerie, a Viterbo la kultura con la kappa la fa solo kaffeina.

  4. Giorgio Molino scrive:

    Da notare che la libreria in questione ha spesso ospitato le intemerate politico(pseudo)intellettuali di Filippo Rossi da Trieste. L’ennesima prova provata della sfiga che porta questo signore.

  5. Sandro Cantoni scrive:

    Mi dispiace quando chiude un negozio. Mi dispiace molto quando chiude un negozio in centro. Se poi è una libreria del centro a chiudere mi dispiace tantissimo. Alla libreria del teatro io e la mia compagna ci siamo andati moltissime volte insieme ai nostri figli, per cercare di trasmettere loro il piacere di sfogliare un libro, di curiosare tra gli scaffali, di arricchirsi leggendo una storia.
    Spero vivamente che sia solo un arrivederci e non un addio.

  6. William Nessuno scrive:

    il discorso degl ipermercati non regge molto perché quelli praticamente trattano quasi solo libri spazzatura: e qui bisaogna ripartire dal discorso di pascal91…

  7. William Nessuno scrive:

    ma che discorsi sono?

  8. piff scrive:

    william, vedi, il caro molino c’ha una sorta di arterioscelrosi galoppante con rossi e kaffeina…tutte le colpe del mondo provengono da lì, secondo lui…ne parla pure sui post dedicati alla viterbese…figurati qui

  9. Giorgio Molino scrive:

    Ai discorsi del flatulente idiota qui sopra non vale la pena neppure di rispondere. All’interrogativo del signor William Nessuno (parente di Ulisse per caso?) possiamo replicare con una sonora pernacchia. Se non capisce un tubo di quello che scriviamo è infatti solo un suo problema.

  10. piff scrive:

    dai, molì…sei patetico
    commentavi la viterbese e c’hai messo in mezzo rossi…me pare evidente che vai al galoppo

  11. Giorgio Molino scrive:

    Lei hai la capacità di non capire un c. neppure se glielo disegnano a caratteri cubitali. Ma non è mai troppo tardi, come diceva forse con troppo ottimismo il maestro Manzi, l’analfabetismo di ritorno si può sconfiggere!

  12. William Nessuno scrive:

    Caro Molino, pensi, io credo che non valga la pena nemmano di insultarla come lei ha tentato pateticamente di fare com me. Quindi mi ritiro con eleganza (comprendo lei non sappia cosa sia). Ho sicuramente sbagliato a pormi domande su un commento che mi risultava incomprensibile e sgangherato. Vedetevela tra voi avveduti viterbesi, vah.

  13. William Nessuno scrive:

    grazie piff per il gentile tentativo, ma la mia lunga esperienza in Rete mi insegna che con persone come il signor Molino è molto molto saggio lasciar perdere. Buona serata.

  14. William Nessuno scrive:

    La maleducazione di ritorno però no, non si può sconfiggere.

  15. Giorgio Molino scrive:

    Il suo nome è Nessuno: ci si attenga e vada dunque a scrivere corbellerie sul rotolo della carta igienica.

  16. piff scrive:

    perdi colpi eh, molì? na volta facevi il bello e sarcastico…mo insulti e basta…
    stai a diventà nervosetto? daje che t’hanno liberato l’amico tuo giornalista…c’hai qualche speranza ancora

  17. piff scrive:

    guarda, mi invitò a commentare un mio amico tempo fa esclusivamente perchè c’era sto molino…personaggio fantastico quando non pensa a “kaffeina” e rossi…cioè, praticamente quasi mai

  18. Giorgio Molino scrive:

    Lei invece non è cambiato affatto: kretino era e kretino è rimasto. Con l’aggravante del romanesco da analfabeta linguistico.

  19. piff scrive:

    daje molì, scrivi co le k al posto del ch come un “bimbominkia” e me dai dall’analfabeta linguistico?
    ammazza che coraggio ahahahah

  20. Giorgio Molino scrive:

    Quando parla di minkia si gratti la testa, che la per lei inutile appendice la trova proprio lì. Lei è un irredimibile analfabeta linguistico, si rassegni.

  21. piff scrive:

    tu non te la grattà la testa che è meglio…al limite però metti i guanti spessi, quelli da giardiniere

  22. Giorgio Molino scrive:

    Caro e flatulente amico,

    la nostra testa non presenta le medesime caratteristiche falliche della sua. Irredimibile analfabeta linguistico e pure visionario.

  23. piff scrive:

    non intendevo “caratteristiche falliche” e hai capito benissimo, irredimibile buontempone con molto tempo libero…

  24. Giorgio Molino scrive:

    Le uniche cose che abbiamo francamente capito sono il suo analfabetismo, la sua intrinseca cialtroneria e la sua visionarietà. A proposito di quest’ultima, rammentiamo che una volta scrisse addirittura che eravamo stati denunciati alla polizia postale (ancora ridiamo). Lei non sa proprio quello che dice, lasci stare l’hobby del sarcastico commentatore, non le si addice proprio.

  25. piff scrive:

    sta bono, rinco…non ho detto che sei stato denunciato; ti ho chiesto se lo fossi stato, dato che qualcuno me lo aveva riferito…
    sei famoso, molì…sarai contento

    ah, continua pure a parlà al plurale eh…me raccomando, napoleò

  26. Giorgio Molino scrive:

    Ora siamo al “qualcuno me lo aveva riferito”: poraccio (le risparmiamo il poro str., così Sassi non si indigna), per usare una tantum il romanesco da analfabeta linguistico a lei tanto caro. Non ha bisogno di raccomandarsi (che esecrabili abitudini): lei è il vero Napoleone tra noi. Non foss’altro per le continue Waterloo, compresa quest’ultima, che ha finora collezionato.

  27. piff scrive:

    ahahhahahahahh

  28. Giorgio Molino scrive:

    Oh! Oh!

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