19092017Headline:

Michelini ammette la leggerezza

La sora Lella insieme al sindaco

La sora Lella insieme al sindaco

Una lunga riunione di maggioranza. Luogotenenti fioroniani che s’aggirano nei corridoi con passo felpato. Poi comincia il consiglio comunale che dovrà dare risposte definitive sui rifiuti di Roma finiti a Monterazzano. La giunta è al completo tranne Barelli (in vacanza). Leonardo Michelini è al centro, Raffaela Saraconi alla sua sinistra, dalla parte opposta – ben distanziata – la collega Valeri, quella che non sapeva niente della storia pur essendo delegata all’Ambiente. Qualcuna è appena stata dal parrucchiere. Alvaro Ricci elegantissimo, in stile vagamente inglese. L’assessore Fersini non trova posto, e si accomoda su una panca laterale.
“Non c’è niente da nascondere – attacca Michelini nella sua comunicazione urgente all’assemblea – Sulla vicenda abbiamo fatto il massimo, forse si poteva fare di più, ma ringrazio l’assessore Saraconi per l’impegno”. Difesa formale, come fa un capitano, mentre la sora Lella resta in silenzio per tutta la seduta, guarda il cellulare, sussurra con la vicesindaco Ciambella al suo fianco. Poi Michelini ricostruisce le tappe della vicenda, le lettere, i fax, i sopralluoghi e i riscontri. Tutta la litanìa ascoltata in questi giorni per ricostruire il puzzle. E ammette, il sindaco: “A Monterazzano sono finite 3176 tonnellate di scarti di lavorazione di Roma”. Tutta un’altra versione, rispetto alle risposte impermalosite di giovedì scorso, quando la povera Chiara Frontini aveva sollevato la questione. “E’ mancata la collaborazione – prosegue Michelini – Da parte della Regione e da parte della Provincia, che in materia sono competenti. E dal commissario, che ha poteri straordinari”. Già, quel commissario Sottile che già il 26 settembre inviò il fax dello scandalo.
“Mi aveva telefonato, prima – ricorda Michelini – Non sono uno sprovveduto, ho detto di scrivere. E lui lo fa: dice che ‘sarebbe utile abbancare i rifiuti a Monterazzano’ e che poi avrebbe fornito ulteriori notizie in merito. Ho fatto vedere il fax al mio ingegnere, che mi ha consigliato di non rispondere. Di aspettare gli atti ufficiali, ai quali si può fare opposizione. Ma gli atti non sono più arrivati”.

E il Comune ha lasciato passare due mesi, nella speranza che Sottile scrivesse, che la Provincia facesse uno squillo, che la Regione (dove ci dovrebbero essere due consiglieri più o meno dello stesso colore della giunta comunale) mandasse una mail. E invece niente. Quando il Comune si muove per sapere, i buoi sono già scappati e i rifiuti sono già abbancati da noi. Chissà come l’ha presa l’ingener Dello Vicario, che si è visto appioppare dal sindaco questo ruolo di consigliere un po’ troppo pesante: un giochino classico, scaricare sul dirigente, che può anche funzionare a patto che non ci siano sviluppi, tipo inchieste o indagini sulle responsabilità della storia. Palazzo dei Priori ha portato tutte le carte in Procura, la Provincia ha fatto un esposto.
Alla fine, riassumerà splendidamente il capogruppo del Pd Francesco Serra, al quale nella lunghissima riunione preliminare pare sia stata chiesta una difesa d’ufficio – rifiutata – della Saraconi sotto tiro: “Sottile è stato abile a far passare la cosa utilizzando nella sua nota un termine tecnico come abbancamento e lasciando in sospeso la cosa, la Giunta è stata un po’ superficiale”. E insomma si è fatta fregare dagli squali della mondezza, specie autoctona dell’Italia e della politica.
Fine della storia, perché la minoranza non affonda e non chiede le dimissioni della sora Lella, ma forse ha in serbo per lei altri siluri da lanciare. Giulio Marini (Forza Italia): “Se il sindaco ci avesse detto queste cose, con questi toni, giovedì scorso, ci saremmo risparmiati lo spettacolo degli ultimi giorni”. Resta la Frontini, accusata di essere una bugiarda anche da un comunicato firmato “l’amministrazione comunale”: “Prendo atto delle spiegazioni del sindaco, che una settimana fa mi aveva accusato di fare confusione tra rifiuti trattati e smaltiti. Mi sono beccata anche degli insulti, ma oggi sento che ammette quello che avevamo detto giovedì scorso”. Meglio tardi che mai: la prossima volta proviamo anche a togliere gli insulti, sarebbe un passo avanti verso la civiltà.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Michelini che cosa combini?

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