23092017Headline:

Mongiardo: “Il problema è dentro il Pd”

Melissa Mongiardo

Melissa Mongiardo

Un uomo con una donna. Una donna con una donna. Un uomo con un uomo. È l’esercito delle coppie di fatto (e non di fatti, come vorrebbe qualcuno). Realtà dilagante, certificata ormai in tutto il mondo civilizzato. Tranne che nello Stivale. E quindi pure a Viterbo, che nel bene e (soprattutto) nel male pare tanto una little Italy.

Se ne parla da un pezzo. E la faccenda è diventata oggetto di discussione anche politica. Con le solite correnti che turbano un clima apparentemente felice. Il consigliere Melissa Mongiardo ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, cercando di creare quel famoso registro di cui ancor più si sente vociferare. Sempre altrove chiaramente. “In realtà già a Civitavecchia è presente – dice la quota rosa Pd – Un accordo tra Comune e Asl permette ad esempio l’assistenza di una parte nel caso di degenza dell’altra. Una cosa semplice ma efficace. Un chiaro segno di civiltà. Di progresso”.

E allora basta convocare un consiglio. Allargare le voci alle varie associazioni presenti sul territorio. Monitorare. Raccogliere firme. E certificare la faccenda nero su bianco. Una bazzecola, verrebbe da dire. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il Palazzo papale. Quindi il tutto si complica. “Già tra le associazioni ci sono quelle laiche e quelle cattoliche – prosegue – Difficili da mettere d’accordo. Anche se per dovere le abbiamo informate tutte. Se poi a ficcare i bastoni tra le ruote subentrano pure i nostri, il meccanismo è palese che si blocchi…”.

Ecco. Forse qua risiede il vero problema. Che poi ancora una volta rispecchia l’andamento nazionale. Il Partito è sì partito, ma sicuramente meno democratico di quanto si pensi. E ben venga, se le diverse posizioni portano al dialogo. Certo è che quando invece ci si impunta il discorso cambia. Se infatti il paradosso vuole che l’opposizione sia “dialogante”, per dirlo alla Mongiardo, il Cinque stelle faccia addirittura parte della manovra, così come Sel, alcuni democratici hanno storto il naso. Un paio in tutti, individuabili in Troili e Fabbrini. “Li rispettiamo – taglia corto Melissa – Ci mancherebbe. In un clima però di ansia giornaliera ci si aspetta un’astensione, non una discussione. L’ennesima in sede di consiglio. Poi si finisce che nel caos generale qualcuno perde le staffe, come successo. L’allarme è comunque rientrato. Giovedì prossimo ci sarà questa benedetta audizione delle associazioni. Poi se ne ridiscuterà. Siamo coesi, qualche incidente può capitare”.

Il tutto parrebbe essersi risolto col semplice dialogo quindi (il condizionale è d’obbligo fino a risultato raggiunto). Anche perché il registro non comporta nulla. Se non un minimo ma decisivo passo in avanti in quello che pare un borgo ancora in mano al cardinalato. “Rappresentiamo la collettività – chiude il consigliere – Servisse pure per una sola coppia dobbiamo farlo. È nostro dovere. Chiediamo solo che a ogni individuo vengano riconosciuti i propri diritti”.

Amen. Anzi niente amen, meglio non gettare benzina sul fuoco.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Nonostante le cattive compagnie (Ugo Salvadanaio Sposetti), Melissa Mongiardo è una delle poche ad avere le idee chiare in quell’assise di vagabondi della politica che è (purtroppo per tutti noi) l’attuale consiglio comunale.

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