21112017Headline:

“Montepulciano? Creare il modello Viterbo”

Alvaro Ricci è stato in missione al Comune di Siena

Alvaro Ricci è stato in missione al Comune di Siena

L’assessore Alvaro Ricci ha il centro storico nel cuore. “Perché dal centro storico può partire il rilancio globale della città. Il recupero della viterbesità, la valorizzazione delle eccellenze, gli eventi e la qualità della vita possono diventare davvero un modello da esportare”.

D’accordo, assessore, ma ha visto che roba a Montepulciano? Tutto aperto, tutto lindo e ordinato, persino a Capodanno.

“Ho presente la situazione della Toscana. Mi viene in mente anche Cortona, dove sono stato ultimamente: centri storici piccoli, accoglienti, immutati nel corso degli anni. Lì sono stati lungimiranti: hanno pensato a conservare ciò che avevano nelle migliori condizioni possibili, a salvaguardarne il fascino. E’ facile, per paesi non troppo grandi”.

Invece qui, a Viterbo, è più difficile?

“Noi ci siamo lasciati trascinare dalla globalizzazione, nel modo più esagerato. A partire dalle categorie merceologiche: quando ero giovane al Corso c’erano tre pizzicherie, un negozio di ferramenta, botteghe artigiane ovunque, perché erano attività che servivano l’intera città. Adesso è rimasto poco. Abbiamo gestito male la cosa, ecco”.

Come si può recuperare il tempo perduto?

“Credo che l’unico modo per far tornare alcune attività preziose, attraenti per i visitatori e utili per la promozione dei nostri tesori, sia il principio dell’eccellenza. Serve ancora una norcineria in centro, anzi sarebbe utilissima, purché venda prodotti tipici, introvabili altrove. Così non c’è neanche problema di concorrenza coi supermercati: a ciascuno il suo mercato. Lo stesso vale per il ferramenta: quello del centro non può essere un negozio qualsiasi, ma deve offrire artigianato, manufatti rari o particolari”.

Come si fa a realizzare un progetto del genere?

“Lavorando, studiando le necessità. Cosa serve al centro storico? Negozi unici, d’accordo, ma anche uffici di rappresentanza, studi professionali di livello. Deve diventare un centro direzionale, la nostra city: avere una sede dentro le mura deve essere un vanto, non una scomodità”.

A che punto è la giunta Michelini su questi aspetti?

“Stiamo procedendo per gradi. Con entusiasmo, perché le ultime iniziative natalizie sono state soddisfacenti. La mostra di Del Piombo, il festival delle Luci, la zona a traffico limitato in centro, ci hanno dato ancora maggiore fiducia. Il centro storico crea interesse, è indubbio”.

Una desolante visione di Corso Italia

Una desolante visione di Corso Italia

La chiusura del centro, in particolare?

“Positiva. Considerando pure che abbiamo offerto una primizia come la pedonalizzazione di piazza del Plebiscito, mai realizzata prima. Presto contiamo di rendere certi provvedimenti stabili”.

Altre idee?

“Ci stiamo lavorando. Con l’assessore allo Sviluppo economico, Tonino Delli Iaconi, abbiamo incontrato i commercianti di San Pellegrino giusto qualche giorno fa: abbiamo parlato di problemi e nuove sfide da affrontare insieme, la collaborazione c’è”.

Anche dai suoi colleghi di giunta?

“Certo. La vicesindaco Ciambella vuole agire giustamente per la valorizzazione degli edifici di proprietà comunale. Insieme all’assessore Barelli hanno anche proposto di trasferire la collezione archeologica di Rossi Danielli sotto ai portici del Comune. C’è il piano sull’ornato, già trattatato da chi ci ha preceduto. Un progetto per la segnaletica turistica, che va assolutamente rifatta”.

E i cittadini, gli operatori turistici e quelli commerciali?

“Vedo esempi positivi, stimoli. Penso al locale che ha riaperto la loggia di San Tommaso, allo studio artistico con sala conferenze a San Pellegrino e tante altre piccole e grandi iniziative che ovviamente possono fare sistema con il pubblico, in un circolo virtuoso che conviene a tutti. Chi vive e lavora in centro ha tutti gli interessi affinché il centro sia bello, vivibile e produttivo”.

Il suo ufficio speciale per il centro storico?

“Ci siamo. Contiamo di trasferirlo presto da via Garbini proprio in centro. E’ un organo di progettazione e di idee, ma deve diventare anche uno sportello per interfacciarsi coi cittadini per tutti i problemi e le esigenze dell’area dentro le mura”.

Obiettivo?

“Il centro storico di Viterbo deve diventare un modello, e non più sognare modelli toscani o umbri. Abbiamo due anni di tempo, prolungabili, credo che potremo toglierci belle soddisfazioni e fare qualcosa di utile. E un centro che funziona serve anche da traino per le nostre periferie”.

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2   Commenti

  1. Massimiliano Forieri scrive:

    Non si parla di marketing turistico, di promozione della città. Parla di norcineria in centro, come se non ce ne fossero, quale rimedio allo scarso interesse commerciale dei viterbesi per gli esercizi dentro alle mura. E’ un metodo che non mi fa ben sperare, bisogna creare le condizioni perché il commercio si sviluppi in un modo piuttosto che in un altro. L’assessore Ricci lo sa che la maggior parte dei gruppi arrivano a Viterbo di passaggio, inseriti in un tour la cui destinazione principale è un altra, e che quindi non hanno nemmeno il tempo di girare per negozi? Bisogna “vendere” il prodotto Viterbo in maniera diversa.

  2. Giorgio Molino scrive:

    Alvaro piuttosto cazzaro?

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