11122017Headline:

Trattativa coi Sensi? Il Comune parte morbido

Tonino Delli Iaconi e Leonardo Michelini

Tonino Delli Iaconi e Leonardo Michelini

Ma tant’è. Sensi & co. Hanno già fatto squillare le loro trombe. Intanto pretendono che il Comune rinnovi a spron battuto la concessione per lo sfruttamento della sorgente sulfurea per altri vent’anni (scade nel 2017) e gliela giri. Poi, pur affermando che non hanno alcuna difficoltà a sedersi attorno a un tavolo e a discutere, fanno capire benissimo che loro un altro stabilimento a fianco del loro proprio non lo vogliono. Anzi, Fausto Sensi è limpido come l’acqua di sorgente: a loro non dispiacerebbe affatto acquisire l’immobile delle Terme Inps, ma per farci un bell’albergo e sopperire così alla cronica carenza di stanze, non certo per realizzarci un altro stabilimento. Dopodichè, considerata la storica e arcinota allergia della famiglia Sensi per la concorrenza, c’è da prevedere che il Comune avrà una bella gatta da pelare. E che comunque andrà all’eventuale trattativa col coltello dalla parte del manico.

Per il momento comunque, Michelini e Delli Iaconi intendono muoversi con i piedi di piombo. La prossima settimana andranno in Regione per valutare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, ma nel frattempo intendono istaurare una trattativa con i Sensi per stabilire quale sia il “quantitativo necessario” per far funzionare le Terme dei Papi. Attualmente infatti lo stabilimento preleva circa 40 litri al secondo, ma risulta – ad esempio – che quell’acqua viene utilizzata anche per il riscaldamento dei locali. Domanda: fa parte del quantitativo necessario?

Entrambi gli amministratori di palazzo dei Priori partono col piede morbido: “Chiederemo ai Sensi – dicono – di stabilire attraverso una perizia fatta da terzi qual è il quantitativo d’acqua che si ritiene necessario”. Ma qui già nasce il primo ostacolo, forse insormontabile. Giacché era nelle intenzioni del Comune diminuire i 40 litri attuali. E figuratevi se adesso, con una sentenza del Tar in mano di tal fatta, i gestori dello stabilimento saranno disposti ad accettare una simile ipotesi.

Ergo, si prevedono forti rallentamenti su quel progetto di città termale, che ora rischia di fare la fine dell’aeroporto. Salvo impreviste, ma graditissime, smentite.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Aridatece, anzi risuscitace Andreotti?

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