27062017Headline:

A Roncigliano (Castelli) è scoppiata la protesta

La protesta di Roncigliano

La protesta di Roncigliano

Prima la buona notizia, anche se sembra impossibile che di questi tempi arrivi una buona notizia sui rifiuti. Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha riaperto i due impianti di Tmb (trattamento meccanico biologico) di Malagrotta, chiusi nei giorni scorsi dal prefetto in seguito all’inchiesta che ha coinvolto il loro proprietario, Manlio Cerroni (attualmente agli arresti domiciliari). Un’ordinanza, quella del sindaco, con validità di tre mesi, e che dunque rimanda alle prossime puntate la prospettiva di una crisi rifiuti nella Capitale e di un ventilato trasloco della mondezza da trattare qui nella Tuscia, nell’impianto viterbese di Casale Bussi. Bene, anche se tra tre mesi vedremo se il problema sarà stato risolto una volta per tutte.
Poi l’altra novella, che arriva sempre dalla provincia romana e che riguarda una protesta importante. Che si è svolta ieri mattina ai cancelli della discarica di Roncigliano, località sulla via Ardeatina, a due passi da Albano laziale, dove dall’11 febbraio scorso sono iniziati ad arrivare i rifiuti di Civitavecchia (in un primo tempo sembravano destinati a Viterbo) e Monterotondo, che non hanno la raccolta differenziata. La manifestazione è stata organizzata dal locale comitato No-Inc, che si batte da anni per non far costruire un inceneritore proprio ad Albano e che ora, dopo aver subito per un anno il conferimento a Roncigliano dei rifiuti di Roma, Fiumicino, Ciampino e Vaticano (cessata il 16 gennaio scorso), si vede recapitare nuova mondezza da due comuni importanti come Civitavecchia e Monterotondo.
Insomma, tutto il Lazio è paese. Non solo a Viterbo ci sono mal di pancia per questi arrivi imprevisti (o comunque non annunciati, o comunque negati fino all’evidenza) di rifiuti da Roma. Il principio di sussidiarietà, al quale si sono appellati spesso amministratori regionali e locali – da ultimo il sindaco Michelini – sembra non fare breccia nei cittadini. Che si sentono impotenti di fronte alle decisioni prese altrove, quasi sempre senza tenere conto delle reazioni dell’opinione pubblica, e che dunque scelgono di protestare. Ad Albano, con un sit-in, ieri, a Viterbo con la nascita di comitati spontanei. E l’impressione è che siamo solo all’inizio.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Protesta e, aggiungiamo, si fa girare i cosiddetti.

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